Il franco svizzero resta forte dopo i dati dell’indice PMI SVME

  • L’indice PMI SVME è salito a 56,7 a ottobre, contro le attese di una conferma a 55,3.
  • Il dollaro statunitense è sceso poiché gli sforzi diplomatici in Medio Oriente hanno ridotto la domanda di beni rifugio, nonostante i persistenti timori di un conflitto tra Stati Uniti e Iran.
  • Gli operatori scontano una probabilità del 75% di un rialzo dei tassi a dicembre, dopo i dati statunitensi che hanno mostrato la tenuta dell’economia e la persistenza dell’inflazione.

USD/CHF si deprezza dopo aver registrato lievi guadagni nella precedente giornata di contrattazioni e oscilla intorno a 0,8220  durante la sessione europea di lunedì. La coppia resta sotto pressione mentre il franco svizzero (CHF) mantiene i guadagni dopo la pubblicazione dei dati economici nazionali.

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L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) SVME è salito a 56,7 a ottobre, contro le attese di una conferma a 55,3. Le vendite al dettaglio in termini reali in Svizzera sono cresciute dell’1,6% su base annua a settembre, rispetto al precedente 3,9% (rivisto dal 3,2%). Il mercato si attendeva una crescita del 3%.

La coppia USD/CHF si deprezza mentre il dollaro statunitense (USD) perde terreno in un contesto di minore domanda di beni rifugio, dovuta agli sforzi diplomatici in corso per porre fine al conflitto in Medio Oriente, nonostante i persistenti timori di una ripresa dell’azione militare statunitense contro l’Iran. I funzionari di Qatar e Iran hanno proseguito i colloqui per il terzo giorno consecutivo, lavorando a un accordo per porre fine alla guerra prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Tuttavia, il dollaro statunitense potrebbe recuperare terreno grazie alle crescenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano una probabilità di circa il 75% di un aumento dei tassi a dicembre, sostenuta dai recenti dati macroeconomici statunitensi che indicano la tenuta dell’economia e la persistenza dell’inflazione.

Gli operatori attendono importanti appuntamenti in calendario, tra cui il rapporto sull’occupazione non agricola statunitense (Nonfarm Payrolls, NFP) e i dati ISM sul settore manifatturiero e sui servizi. Anche gli interventi di diversi esponenti della Federal Reserve, previsti nel corso della settimana, dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sul percorso di politica monetaria della banca centrale.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano ampiamente le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro, a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ovvero una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla percezione della Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una posizione politica di lunga data improntata alla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una scelta valida per gli investitori che cercano di sottrarsi ai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate investimenti più rischiosi.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte all’anno, una volta a trimestre, con una frequenza inferiore a quella delle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di contenere la crescita dei prezzi alzando il proprio tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché comportano rendimenti maggiori, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

Le pubblicazioni dei dati macroeconomici svizzeri sono fondamentali per valutare lo stato dell’economia e possono influire sul valore del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è nel complesso stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia sono favorevoli al CHF. Viceversa, se i dati economici segnalano un indebolimento della dinamica economica, il CHF tende a deprezzarsi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle vicine economie dell’area euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un importante alleato politico; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Alla luce di questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi quasi perfetta.