Il franco svizzero resta più forte mentre il calo della domanda di beni rifugio pesa sul dollaro USA

  • USD/CHF arretra mentre l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente riduce la domanda di beni rifugio e le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed.
  • I bassi tassi di interesse svizzeri rendono il CHF una valuta chiave per il finanziamento delle operazioni, accentuando le pressioni di vendita a favore di rendimenti più elevati.
  • Si prevede che la Banca nazionale svizzera mantenga i tassi allo 0%, in un contesto di inflazione stabile, rinviando eventuali rialzi al 2027.

USD/CHF amplia le perdite per il terzo giorno consecutivo, scambiando intorno a 0,8220 durante la sessione asiatica di venerdì. La coppia subisce pressioni al ribasso mentre il dollaro statunitense (USD) si indebolisce a causa della minore domanda di beni rifugio, sulla scia dell’ottimismo per gli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

L’allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha contribuito ad attenuare i timori di interruzioni delle forniture petrolifere e di pressioni inflazionistiche più diffuse, ridimensionando a sua volta le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed nella prossima riunione di dicembre. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano ora una probabilità di circa il 75% di un aumento dei tassi di 25 punti base, in netto calo rispetto all’84,2% di appena un giorno prima.

Nel frattempo, i prezzi del petrolio greggio si sono stabilizzati dopo le notizie secondo cui il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance avrebbe contattato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, per riaprire i negoziati di pace. L’iniziativa diplomatica è stata approvata dal presidente statunitense Donald Trump, che ha sottolineato la necessità dell’Iran di ricevere beni essenziali e assistenza medica.

Il ribasso della coppia USD/CHF potrebbe essere limitato dalla persistente debolezza del franco svizzero (CHF). Il CHF continua a subire pressioni di vendita legate alle operazioni di carry trade, alimentate dall’ampliamento del differenziale dei tassi di interesse con gli Stati Uniti. Poiché i costi di finanziamento in Svizzera restano i più bassi al mondo, il franco rappresenta un’interessante valuta di finanziamento: gli operatori prendono abitualmente a prestito franchi e li vendono per acquistare attività a rendimento più elevato, deprimendo il valore della valuta.

Alla base di questa dinamica vi è il prolungato orientamento neutrale della Banca nazionale svizzera (BNS), che mantiene il tasso di riferimento allo 0% da oltre un anno. Il presidente della BNS Martin Schlegel ha ribadito che, data la stabilità dell’inflazione interna, non è necessario alcun adeguamento immediato della politica monetaria. Mentre gli economisti prevedono tassi invariati fino a tutto il 2027, i mercati finanziari iniziano a scontare un possibile rialzo all’inizio del 2027. Inoltre, le autorità monetarie svizzere hanno attenuato le minacce di intervento diretto sul mercato valutario, eliminando un ulteriore potenziale sostegno al franco.

Scotiabank segnala crescenti rischi al ribasso per il dollaro

Gli strateghi di Scotiabank avvertono che il quadro dei rischi per il biglietto verde è cambiato in modo sostanziale, sottolineando: «Ravvisiamo un significativo rischio al ribasso per l’USD alla luce dell’indebolimento dei fondamentali». Osservano che il contesto macroeconomico di fondo non giustifica più la forza mostrata di recente dal dollaro, lasciando la valuta sempre più vulnerabile qualora i prossimi dati continuassero a deludere le attese.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano ampiamente le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un apprezzamento del franco superiore al 20% e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a rimanere fortemente correlato a quello dell’euro, data l’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area dell’euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ossia una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nelle fasi di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla percezione della Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un solido settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una tradizione di neutralità politica nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una scelta interessante per gli investitori che cercano di sottrarsi ai rischi. Nei periodi di turbolenza, il CHF tende ad apprezzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose come investimento.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno, una volta a trimestre, con una frequenza inferiore rispetto alle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di contenere la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché si traducono in rendimenti maggiori, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici svizzeri è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è generalmente stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato clima di fiducia sono fattori favorevoli al CHF. Viceversa, se i dati economici segnalano un indebolimento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area dell’euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area dell’euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, avvicinandosi a una correlazione perfetta.