
Gli strategist di Rabobank Joe DeLaura e Florence Schmit evidenziano il crescente rischio politico in Francia, mentre proteste e saccheggi spingono in forte rialzo i rendimenti dei titoli di Stato francesi e le autorità valutano l’introduzione del coprifuoco. A loro avviso, non si può permettere che la Francia fallisca all’interno dell’UE, ma si chiedono se si possa consentire al Rassemblement National (RN), il partito francese di estrema destra, di avere successo. Mettono così in luce un dilemma di politica monetaria per la BCE che potrebbe pesare sull’euro e, più in generale, sulla stabilità dell’UE.

«Ieri il mercato obbligazionario ha reagito duramente alle violente proteste e ai saccheggi in Francia (e in Belgio e Italia, dopo le precedenti proteste pacifiche in Spagna e Portogallo), con i rendimenti decennali francesi in rialzo di 13 punti base, quelli italiani di 8 punti base e quelli tedeschi di 3 punti base.»
«Anche limitandoci ai soli indicatori di finanza pubblica, i costi di finanziamento decennali della Francia sono ora superiori a quelli di venerdì di un ammontare pari a mezzo rialzo dei tassi.»
«Naturalmente, non si può permettere che la Francia fallisca, data la sua importanza all’interno dell’UE. D’altra parte, si può consentire al RN di avere successo?»
«L’ipotetica alternativa di realpolitik, di cui si parla sottovoce, è tra un salvataggio della Francia da parte della BCE, se necessario, a scapito dell’euro e suscitando l’ira della Germania, e il mancato intervento, a scapito della stabilità economica, politica e dei mercati dell’UE.»
«Ma la BCE potrebbe salvare tutti gli altri dal contagio francese e lasciare che Parigi risolva da sola i propri problemi?»
«Qualunque cosa accada ora, un aumento della volatilità sembra molto più probabile di un “ritorno alla media”.»
(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)