
EUR/USD arretra venerdì, azzerando tutti i guadagni registrati questa settimana, mentre i dati sull’occupazione non agricola statunitense (Nonfarm Payrolls, NFP) superiori alle attese sostengono la domanda di dollari USA (USD). Al momento della stesura, la coppia è scambiata intorno a 1,1132, in calo dello 0,77% nella giornata.

L’economia statunitense ha creato 165.000 posti di lavoro a ottobre, più del doppio dei 65.000 previsti, mentre l’incremento di settembre è stato rivisto al rialzo da 29.000 a 60.000 unità. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%.
Anche la crescita salariale ha superato le previsioni. Le retribuzioni orarie medie sono aumentate dello 0,4% su base mensile, oltre lo 0,3% atteso. La crescita annua dei salari è rallentata dal 3,2% al 3,1%, attestandosi però al di sopra del 2,9% previsto.
L’indice del dollaro USA (DXY), che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, si attesta intorno a 102,33, in rialzo dello 0,73% nella giornata.
I dati indicano un mercato del lavoro resiliente, una valutazione condivisa dalla maggior parte dei funzionari della Fed. In questo contesto, un altro rialzo dei tassi a dicembre resta una possibilità, poiché la Fed rimane determinata a riportare l’inflazione al suo obiettivo del 2%. I rischi per l’inflazione restano orientati al rialzo, in particolare a causa dell’aumento dei costi energetici legato al conflitto in Medio Oriente.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, anche le vendite al dettaglio dell’Eurozona inferiori alle attese pesano sull’euro. A settembre le vendite sono diminuite dello 0,7% su base mensile, contro un calo previsto dello 0,1%, dopo la flessione del 2% registrata ad agosto. La crescita annua è rallentata dall’1,3% allo 0,4%, al di sotto dello 0,6% previsto.
Sul fronte della politica monetaria, gli operatori si aspettano che la Banca centrale europea (BCE) aumenti nuovamente i tassi di interesse a dicembre, sebbene i responsabili della politica monetaria mantengano un atteggiamento prudente. Il capo economista Philip Lane ha dichiarato venerdì che l’inflazione deve tornare all’obiettivo entro uno o due anni, osservando al contempo che le condizioni finanziarie si sono già inasprite. «Raccogliamo informazioni da qui a dicembre e vediamo cosa fare a dicembre», ha affermato Lane, facendo eco alle dichiarazioni rilasciate giovedì dalla presidente della BCE Christine Lagarde.
La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro USA (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro USA ha registrato il maggiore rafforzamento nei confronti del dollaro neozelandese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,77% | 0,79% | 0,40% | 0,80% | 1,12% | 1,20% | 0,54% | |
| EUR | -0,77% | 0,03% | -0,37% | 0,04% | 0,35% | 0,43% | -0,23% | |
| GBP | -0,79% | -0,03% | -0,38% | 0,01% | 0,33% | 0,41% | -0,25% | |
| JPY | -0,40% | 0,37% | 0,38% | 0,41% | 0,73% | 0,80% | 0,15% | |
| CAD | -0,80% | -0,04% | -0,01% | -0,41% | 0,31% | 0,39% | -0,27% | |
| AUD | -1,12% | -0,35% | -0,33% | -0,73% | -0,31% | 0,08% | -0,58% | |
| NZD | -1,20% | -0,43% | -0,41% | -0,80% | -0,39% | -0,08% | -0,64% | |
| CHF | -0,54% | 0,23% | 0,25% | -0,15% | 0,27% | 0,58% | 0,64% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro USA dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).