0,5540: il dollaro neozelandese scende ai minimi da 19 mesi in attesa dei dati sull’occupazione non agricola USA (NFP)

  • NZD/USD amplia le perdite in un clima di avversione al rischio sui mercati e tocca nuovi minimi da 19 mesi in area 0,5540.
  • Il dollaro USA sovraperforma le altre valute, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e dalle aspettative del mercato di un solido rapporto NFP, in uscita più tardi in giornata.
  • I dati neozelandesi pubblicati questa settimana hanno accresciuto i timori per l’incertezza delle prospettive economiche.

Il dollaro neozelandese (NZD) è in forte calo venerdì, mentre il dollaro statunitense (USD) sovraperforma le altre principali valute in un clima di avversione al rischio e di attese del mercato per un solido rapporto statunitense sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP), in uscita più tardi in giornata. La coppia NZD/USD ha ampliato le perdite, scendendo sotto i precedenti minimi in area 0,5560 e toccando finora nuovi minimi da 19 mesi a 0,5539.

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Gli investitori cercano rifugio nella sicurezza del biglietto verde mentre i mercati azionari globali crollano, tra i timori che la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti comporti un’ulteriore regolamentazione del settore dell’intelligenza artificiale e freni i piani per la costruzione di nuovi centri dati.

I dati macroeconomici neozelandesi mettono in dubbio ulteriori rialzi dei tassi della RBNZ

In questo contesto, i dati neozelandesi pubblicati questa settimana non sono riusciti a sostenere il kiwi. Il tasso di disoccupazione è salito al 5,7% nel terzo trimestre, dal 5,6% del trimestre precedente, contro le attese del mercato di un calo al 5,5%, mentre l’occupazione netta è diminuita inaspettatamente.

Questi dati seguono un calo dell’inflazione al consumo nel terzo trimestre più marcato del previsto, che potrebbe aver indotto la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) a lasciare invariati i tassi di interesse, sorprendendo i mercati la scorsa settimana e innescando una brusca inversione di tendenza del NZD.

Gli analisti di Rabobank osservano che «sebbene nel primo trimestre del 2026 la Nuova Zelanda abbia mostrato alcuni segnali di ripresa incoraggianti, questi hanno preceduto le difficoltà causate dalla guerra in Iran», sottolineando che la RBNZ potrebbe trovare ulteriori motivi per rinviare un nuovo inasprimento monetario, finendo per aumentare le pressioni sul kiwi.

Il dollaro USA, al contrario, continua a essere sostenuto dalla narrativa dell’eccezionalismo economico statunitense. La crescita del prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti ha superato il consenso del mercato la scorsa settimana e i dati sul lavoro pubblicati nei giorni precedenti hanno rafforzato le aspettative di una sorpresa positiva nel rapporto sull’occupazione non agricola di ottobre, in uscita più tardi in giornata.

Gli analisti di ING sostengono che un «dato occupazionale discreto oggi confermerà la valutazione della Fed secondo cui il mercato del lavoro statunitense è “solido”» e, a sua volta, «potrebbe fornire un certo sostegno ai tassi a breve scadenza e al dollaro».

Indicatore economico

Occupazione non agricola

Il rapporto sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls), pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (BLS) statunitense, indica il numero di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti nel mese precedente in tutti i settori non agricoli. Le variazioni mensili dell’occupazione possono essere estremamente volatili. Il dato è inoltre soggetto a revisioni significative, che possono a loro volta innescare volatilità sul mercato dei cambi. In generale, un dato elevato è considerato rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un dato basso è considerato ribassista, sebbene le revisioni dei mesi precedenti e il tasso di disoccupazione siano altrettanto rilevanti quanto il dato principale. La reazione del mercato dipende quindi da come vengono valutati, nel loro complesso, tutti i dati contenuti nel rapporto del BLS.

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Prossima pubblicazione: Ven 6 nov 2026 13:30

Frequenza: Mensile

Consenso: 65K

Dato precedente: 29K

Fonte:Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti

Il rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti è considerato l’indicatore economico più importante per i trader del mercato dei cambi. Pubblicata il primo venerdì successivo al mese di riferimento, la variazione del numero di posti di lavoro è strettamente correlata all’andamento complessivo dell’economia ed è monitorata dai responsabili delle politiche economiche. La piena occupazione rientra tra gli obiettivi del mandato della Federal Reserve, che tiene conto degli sviluppi del mercato del lavoro nel definire le proprie politiche, influenzando così le valute. Nonostante le stime si basino su diversi indicatori anticipatori, i dati sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) tendono a sorprendere i mercati e a innescare una forte volatilità. Dati effettivi superiori al consenso tendono a favorire il rialzo del dollaro statunitense (USD).

Indicatore economico

Tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione, pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti, indica la percentuale della forza lavoro civile totale che non svolge un’attività retribuita ma cerca attivamente un impiego. Il tasso è solitamente più elevato nelle economie in recessione rispetto a quelle in crescita. In generale, un calo del tasso di disoccupazione è considerato favorevole al rialzo del dollaro statunitense (USD), mentre un aumento è considerato ribassista. Tuttavia, questo dato da solo non è solitamente sufficiente a determinare la direzione del successivo movimento del mercato, che dipenderà anche dal dato complessivo sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) e dagli altri dati contenuti nel rapporto del BLS.

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Prossima pubblicazione: Ven 6 novembre 2026 13:30

Frequenza: Mensile

Consenso: 4,2%

Precedente: 4,2%

Fonte: