La sterlina arretra mentre la decisione della Fed e la manovra di bilancio britannica mettono alla prova i rialzisti

  • GBP/USD scende dello 0,22% a 1,3342 mentre si rafforza la domanda di dollari.
  • Le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a ottobre restano al 9%, mentre per dicembre raggiungono l’83%.
  • Il rialzo dei tassi della BoE a novembre è pienamente scontato in vista della presentazione della manovra di bilancio autunnale britannica.

La sterlina perde terreno nei confronti del dollaro statunitense, cedendo circa lo 0,22%, mentre gli operatori attendono la decisione di politica monetaria della Fed, la cui riunione si terrà martedì e mercoledì, e si preparano anche alla presentazione della manovra di bilancio autunnale del Regno Unito. GBP/USD si attesta a 1,3342.

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La sterlina arretra: la forza del dollaro e l’incertezza sui conti pubblici britannici prevalgono sulle ipotesi di un rialzo dei tassi della BoE

La geopolitica ha continuato a guidare l’andamento dei prezzi, insieme all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, alimentato dalla domanda di quotazione in Borsa presentata da Anthropic, che ha spinto al rialzo il Nasdaq. Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei valute, sale dello 0,24% a 101,99, penalizzando la coppia GBP/USD.

La scorsa settimana, il calendario economico statunitense era poco fitto e l’andamento dei prezzi è stato guidato dal conflitto in Medio Oriente e dai titoli tecnologici. Le ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di due giorni che si concluderà questo mercoledì si sono affievolite, con probabilità al 9%. Per la riunione di dicembre, invece, le probabilità sono scese dal 90% circa della scorsa settimana ad appena l’83% al momento della stesura, secondo Prime Terminal.

Nel frattempo, i prezzi dell’energia sono in lieve calo, mentre alti esponenti della diplomazia regionale si sono recati in Iran per tentare di allentare le crescenti tensioni. Le voci di un possibile attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro Teheran si sono attenuate dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato domenica che non avrebbe attaccato l’Iran.

La scorsa settimana, il dollaro statunitense ha subito pressioni di vendita durante un’ondata di ribassi sui mercati trainata dai titoli tecnologici. Anche i risultati delle grandi società di servizi di cloud computing Alphabet GOOGL.O, Microsoft MSFT.O e Amazon AMZN.O metteranno alla prova il fragile rialzo del mercato trainato dall’intelligenza artificiale e, più in generale, la propensione al rischio.

Nel Regno Unito, l’attenzione è rivolta al cancelliere dello Scacchiere John Healey, che si appresta a presentare la sua manovra di bilancio. La priorità sarà stabilizzare il mercato obbligazionario britannico, tra i timori di consistenti aumenti della spesa di cui il nuovo primo ministro Andy Burnham aveva parlato al momento del suo insediamento.

Intanto, le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra il 5 novembre dipendono dalla pubblicazione di dati economici solidi che confermino la tenuta dell’economia.

I mercati monetari avevano scontato una probabilità del 100% di un rialzo di 25 punti base, il che porterebbe a zero il differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Regno Unito. Ciò suggerisce che GBP/USD potrebbe recuperare nelle prossime settimane se il presidente della Fed Kevin Warsh non dovesse adottare toni restrittivi.

Nei prossimi giorni, il calendario economico statunitense prevede gli ordini di beni durevoli, i dati sul mercato immobiliare e sull’occupazione, oltre all’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board.

Previsioni GBP/USD: quadro tecnico

Chart Analysis GBP/USD
Grafico giornaliero di GBP/USD

Sul grafico giornaliero, GBP/USD si attesta a 1,3344. La coppia mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, restando al di sotto delle medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, concentrate intorno a 1,3400, e dei livelli chiave di rottura delle linee di tendenza rialziste a 1,3640 e 1,3820. Il momentum è migliorato, con l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi in risalita verso l’area neutrale di 52. Tuttavia, ciò suggerisce soltanto un’attenuazione delle pressioni ribassiste, piuttosto che una chiara inversione di tendenza, finché il prezzo rimane frenato da queste resistenze sovrastanti.

Al rialzo, una prima resistenza si individua in prossimità del livello di rottura della linea di tendenza discendente a 1,3397, prima della fitta barriera costituita dalle SMA intorno a 1,3400. Per attenuare l’orientamento ribassista e aprire la strada verso 1,3640 e 1,3820 sarebbe necessaria una chiusura giornaliera al di sopra di questa concentrazione di medie mobili. Al ribasso, il supporto immediato è offerto dalla precedente linea di resistenza, ora divenuta supporto, intorno a 1,3260. Un movimento duraturo al di sotto di questo livello potrebbe riaccendere le pressioni di vendita e aprire la strada a livelli inferiori all’interno dell’intervallo di oscillazione più ampio.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sulla sterlina

La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata sul mercato dei cambi (FX) mondiale e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con un volume medio giornaliero di 630 miliardi di dollari, secondo i dati del 2022. Le sue principali coppie valutarie sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta tra gli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento utilizzato per conseguire questo obiettivo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la sterlina, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da indurre le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti in grado di generare crescita.

I dati economici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della valuta britannica. Un’economia forte favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la valuta. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina si deprezzi.

Un altro dato importante per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta beneficerà della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.