
Lo yen giapponese (JPY) continua a registrare una performance inferiore rispetto alle altre valute, in un clima di cautela in vista dell’annuncio di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) di venerdì. Durante gli scambi europei di martedì, il dollaro statunitense (USD) guadagna lo 0,22% rispetto alla valuta giapponese, attestandosi intorno a 157,80.

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna dello yen giapponese (JPY) rispetto alle principali valute elencate. Lo yen giapponese ha registrato la performance peggiore nei confronti del dollaro neozelandese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,13% | 0,14% | 0,19% | 0,07% | 0,01% | -0,17% | 0,06% | |
| EUR | -0,13% | 0,00% | 0,07% | -0,04% | -0,12% | -0,31% | -0,07% | |
| GBP | -0,14% | -0,01% | 0,06% | -0,07% | -0,12% | -0,31% | -0,07% | |
| JPY | -0,19% | -0,07% | -0,06% | -0,13% | -0,19% | -0,37% | -0,15% | |
| CAD | -0,07% | 0,04% | 0,07% | 0,13% | -0,05% | -0,24% | -0,01% | |
| AUD | -0,01% | 0,12% | 0,12% | 0,19% | 0,05% | -0,18% | 0,05% | |
| NZD | 0,17% | 0,31% | 0,31% | 0,37% | 0,24% | 0,18% | 0,24% | |
| CHF | -0,06% | 0,07% | 0,07% | 0,15% | 0,00% | -0,05% | -0,24% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base viene selezionata nella colonna di sinistra, mentre la valuta di quotazione viene selezionata nella riga superiore. Ad esempio, selezionando lo yen giapponese nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà JPY (valuta di base)/USD (valuta di quotazione).
BoJ attesa a tassi invariati venerdì, mentre il mercato sconta un rialzo a dicembre e un sostegno più solido allo yen
Gli analisti di Brown Brothers Harriman (BBH) osservano che ci si attende «ampiamente che la Banca del Giappone mantenga i tassi invariati all’1,25% e valuti gli effetti del rialzo di 25 punti base di settembre prima di procedere a un’ulteriore stretta». Sottolineano il tono prudente del governatore Kazuo Ueda, ricordando che «a settembre, il governatore della BoJ Kazuo Ueda aveva avvertito che rapidi rialzi dei tassi avrebbero potuto destabilizzare i prezzi delle attività, aggiungendo che potrebbe essere necessario del tempo per confermare che l’inflazione al 2% sia consolidata».
Quanto alle prospettive di politica monetaria, BBH sottolinea che le aspettative incorporate nei prezzi di mercato si sono orientate verso una maggiore restrizione, con «la curva degli swap che sconta una probabilità del 75% di un rialzo dei tassi della BoJ di 25 punti base, all’1,50%, nella riunione del 18 dicembre e una stretta complessiva di quasi 75 punti base nei prossimi dodici mesi».
Prima della decisione di politica monetaria della BoJ, il principale catalizzatore per la coppia USD/JPY sarà l’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) di mercoledì. Secondo lo strumento FedWatch del CME, è quasi certo che la Fed lascerà i tassi di interesse invariati nell’intervallo 3,75%-4,00%. Gli investitori presteranno particolare attenzione ai commenti sull’inflazione e sulle prospettive economiche.
Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, è in rialzo dello 0,16% e si attesta intorno a 102,20.

Sul grafico giornaliero, USD/JPY scambia a 157,86. La coppia si mantiene al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 9 periodi, situata a 157,69, conservando un’impostazione moderatamente rialzista nel breve termine, poiché il prezzo è sostenuto da questo indicatore di tendenza di breve periodo. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 51, segnala uno slancio da neutrale a positivo, suggerendo che gli acquirenti mantengono un modesto vantaggio senza che si verifichino condizioni di ipercomprato.
Al ribasso, il supporto immediato si trova in corrispondenza dell’EMA a 9 periodi a 157,69, che sostiene l’attuale rialzo e la cui rottura segnalerebbe una correzione più profonda. Poiché gli ultimi dati disponibili non individuano livelli di resistenza tecnica nelle vicinanze, la coppia appare orientata a estendere i guadagni finché si manterrà al di sopra di questa media mobile. Eventuali nuovi massimi porterebbero tuttavia, con ogni probabilità, a monitorare più attentamente lo slancio alla ricerca di segnali di esaurimento.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La Federal Reserve (Fed) delibera sulla politica monetaria e decide sui tassi di interesse in otto riunioni programmate ogni anno. Ha un duplice mandato: mantenere l’inflazione al 2% e garantire la piena occupazione. Il principale strumento per raggiungere questi obiettivi è la determinazione dei tassi di interesse, sia quelli applicati ai prestiti alle banche sia quelli ai quali le banche si prestano denaro tra loro. Se decide di aumentare i tassi, il dollaro statunitense (USD) tende a rafforzarsi, poiché attira maggiori afflussi di capitali esteri. Se li riduce, il dollaro tende a indebolirsi, poiché i capitali defluiscono verso Paesi che offrono rendimenti più elevati. Se i tassi restano invariati, l’attenzione si sposta sul tono del comunicato del Federal Open Market Committee (FOMC) e sul suo orientamento restrittivo, che prospetta tassi di interesse più elevati in futuro, oppure accomodante, che prospetta tassi futuri più bassi.
Scopri di più.Prossima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 18:00
Frequenza: Irregolare
Consenso: 4%
Precedente: 4%
Fonte:Riserva Federale