
Sim Moh Siong e Christopher Wong di OCBC osservano che la pausa della Fed continua a sostenere il dollaro, ma ne limita il potenziale di rialzo duraturo. Prevedono un ultimo aumento di 25 punti base a dicembre, mentre l’inflazione di fondo e le decisioni di politica monetaria a livello globale, tra cui il mantenimento dei tassi da parte della BCE, delineano le prospettive. I rischi legati ai conti pubblici e all’energia in Europa pesano sull’euro, mantenendo EUR/USD sotto pressione.

«Il FOMC ha lasciato i tassi invariati al 3,75-4,00%, con il voto contrario di Lisa Cook e Beth Hammack, favorevoli a un rialzo di 25 punti base. Il comunicato ha rivisto al rialzo la valutazione della crescita, descrivendone il ritmo come “sostenuto”, pur riconoscendo che l’inflazione rimane elevata. Il dollaro statunitense si è leggermente indebolito, con gran parte del movimento registrata durante la conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh.»
«Nonostante la solidità dell’economia e la persistenza dell’inflazione, Warsh ha respinto l’idea che l’economia sia in eccessivo surriscaldamento, sottolineando al contempo che saranno i dati in arrivo a determinare la prossima mossa. La nostra lettura è che Warsh resti disposto a inasprire ulteriormente la politica monetaria, ma senza fretta di farlo. Continuiamo a prevedere un secondo e ultimo rialzo di 25 punti base a dicembre.»
«Warsh ha inoltre annunciato una modifica alla struttura delle riunioni della Fed. Il FOMC continuerà a riunirsi otto volte nel 2027, ma solo sette riunioni includeranno una decisione di politica monetaria, mentre una sarà riservata a discussioni strategiche di più ampio respiro. Nel 2028 si passerà a sei riunioni di politica monetaria e due riunioni dedicate alla strategia.»
«Il rischio di un ulteriore inasprimento monetario da parte della Fed dovrebbe continuare a sostenere il dollaro statunitense, ma riteniamo limitato il margine per un suo rialzo duraturo, a meno che l’inflazione di fondo non continui a sorprendere al rialzo. Dopo la pausa della Fed, il rialzo dei tassi della Banca del Canada e la decisione a sorpresa della RBNZ di mantenerli invariati, l’attenzione si sposta ora sulla BCE.»
«Per l’euro, il bilancio dei rischi appare orientato al ribasso. L’aumento dei costi di finanziamento della Francia sta determinando un inasprimento delle condizioni finanziarie, mentre i prezzi elevati dell’energia restano un importante freno alle prospettive dell’area dell’euro. Questi fattori potrebbero mantenere EUR/USD sotto pressione. Detto questo, il rialzo del dollaro dovrebbe rimanere contenuto, anziché procedere in un’unica direzione, soprattutto se una gestione più decisa dei cambi in Cina e Giappone limiterà un ulteriore deprezzamento delle valute asiatiche.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)