
L’argento (XAG/USD) ha accelerato al ribasso giovedì, con i ribassisti che hanno messo sotto pressione il limite inferiore dell’intervallo di negoziazione annuale, in area 52,60 dollari. Finora la coppia XAG/USD ha toccato nuovi minimi da inizio anno a 52,34 dollari, mentre i metalli preziosi risentono della riunione di mercoledì della Federal Reserve (Fed), che ha confermato le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario a dicembre.

La Fed ha lasciato invariata la politica monetaria, come ampiamente previsto, in attesa di indicazioni più chiare sull’impatto economico del rialzo dei tassi di settembre. Il presidente Kevin Warsh si è rifiutato di fornire indicazioni sulla riunione di dicembre, ma ha ribadito l’impegno della banca centrale a ridurre l’inflazione, un messaggio interpretato come un segnale che sono in arrivo ulteriori rialzi dei tassi di interesse.
I mercati dei futures scontano una probabilità dell’83% di un rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale a dicembre, un valore praticamente invariato dopo la riunione della Fed e in aumento rispetto al 77% osservato la scorsa settimana. Questo clima mantiene il dollaro statunitense moderatamente sostenuto dagli acquisti e, per il momento, i metalli preziosi sotto pressione.
Al momento della stesura, XAG/USD scambia a 52,36 dollari e mantiene un’impostazione ribassista nel breve termine, con il prezzo appena sopra la base del canale discendente che parte dai minimi di fine agosto. Gli indicatori di momentum sul grafico a 4 ore confermano la lettura ribassista: l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi si mantiene appena sopra la zona di ipervenduto, mentre il Moving Average Convergence Divergence (MACD) è sceso leggermente sotto lo zero.
Una netta rottura del limite inferiore del canale citato, in area 51,85 dollari, aprirebbe la strada al livello psicologico di 50,00 dollari e al minimo di fine novembre 2025, in area 48,65 dollari. Un ulteriore calo appare improbabile, considerata l’attuale modesta spinta rialzista dell’indice del dollaro statunitense (DXY).
Al rialzo, la prima resistenza resta sui precedenti minimi da inizio anno, intorno a 54,85 dollari, seguita dalla confluenza tra il limite superiore del canale e il massimo della scorsa settimana, in area 58,50 dollari.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono ricorrere all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono farlo salire grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono incidere sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre una diminuzione tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i grandi settori industriali impiegano l’argento in vari processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, in genere l’argento segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno uno status simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.