La sterlina tocca i massimi da metà settembre sulla scia dei colloqui sull’Iran

  • GBP/USD supera i massimi di ottobre e si porta sopra la media a 200 giorni.
  • Il dollaro scende insieme al petrolio greggio e, secondo ING, il rialzo ha poco a che fare con il Regno Unito.
  • Si prevede che giovedì la BoE alzi il tasso di riferimento al 4%, con 7 voti a favore e 2 contrari.

Il petrolio greggio è sceso sulle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran, trascinando con sé il dollaro e portando GBP/USD ai massimi da metà settembre. Il cambio è salito poco sotto 1,3450, per poi perdere circa due terzi del rialzo messo a segno dal minimo di seduta. Da allora è rimasto nella metà inferiore dell’intervallo di oscillazione giornaliero.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Dopo le notizie secondo cui il presidente Trump intende lasciare che la diplomazia con l’Iran faccia il suo corso, il petrolio greggio è sceso e gli operatori hanno abbandonato le scommesse formulate venerdì su un attacco nel fine settimana. Secondo un funzionario informato sui colloqui, i mediatori del Qatar sono diretti a Teheran per discutere una bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran. Il dollaro è sceso insieme al petrolio greggio e ING ha affermato che il rialzo della sterlina è dovuto più a questo fattore che a sviluppi nel Regno Unito.

Dopo che la sterlina ha toccato il massimo, il calo del petrolio greggio è più che raddoppiato quando il presidente Trump ha dichiarato che un accordo con l’Iran era possibile. Da allora GBP/USD ha oscillato tra 1,3400 e 1,3450. L’indice manifatturiero dell’Institute for Supply Management (ISM) si è attestato a 55,5 contro una previsione di 54,6, ma il cambio non ha reagito neanche alla pubblicazione di questo dato.

Gli appuntamenti in calendario

La Banca d’Inghilterra (BoE) annuncerà la propria decisione giovedì alle 12:00 GMT. Si prevede un aumento del tasso di riferimento britannico dal 3,75% al 4%, con 7 voti a favore e 2 contrari. Nell’ultima votazione, il mantenimento dei tassi aveva ottenuto 6 voti a favore e 3 contrari. Un rialzo è già interamente scontato, quindi la distribuzione dei voti e le dichiarazioni del governatore della BoE Bailey, previste alle 12:30 GMT, sono gli elementi non ancora incorporati nei prezzi.

Gli elettori statunitensi si recheranno alle urne martedì per le elezioni di metà mandato, mentre i dati di ottobre sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) saranno pubblicati venerdì alle 13:30 GMT: sono attesi 65 mila nuovi posti di lavoro, dopo i 29 mila precedenti. La presidente della Fed di Cleveland Hammack, uno dei due membri con diritto di voto della Fed che il 28 ottobre hanno sostenuto un rialzo, interverrà giovedì alle 13:50 GMT. Il rapporto sull’occupazione e le sue dichiarazioni saranno rilevanti per valutare se la Fed farà seguire un rialzo a quella decisione di lasciare i tassi invariati.

Il quadro tecnico

GBP/USD ha recuperato circa metà del calo dal massimo di fine agosto, poco sotto 1,3700, al minimo del 14 ottobre, appena sotto 1,3150. Il cambio si trova sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, nei pressi di 1,3350, e quella a 200 giorni, intorno a 1,3400, dove il rialzo si era arrestato attorno al 22 ottobre. Il momentum giornaliero è in zona di ipercomprato all’incirca dal 20 ottobre e ha iniziato a rallentare.


Grafico a 5 minuti di GBP/USD


Grafico giornaliero di GBP/USD


Domande frequenti sulla sterlina britannica

La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica al mondo (886 d.C.) e la valuta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie valutarie in cui viene scambiata sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta tra gli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento utilizzato per raggiungerlo è la variazione dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la sterlina, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti che generino crescita.

I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e l’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della sterlina. Un’economia forte è positiva per la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad alzare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la valuta. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica scenda.

Un altro dato importante per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficerà della sola domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza una valuta, mentre un saldo negativo ha l’effetto opposto.