
Gli investitori hanno venduto titoli tecnologici dopo che Oracle (ORCL) ha depositato la documentazione per raccogliere 20 miliardi di dollari destinati all’intelligenza artificiale (IA), acquistando invece i titoli industriali e della distribuzione che compongono il Dow Jones Industrial Average. L’indice è salito da poco sopra 51.800 a poco meno di 52.500, per poi perdere circa due terzi del rialzo e portarsi appena sopra 52.000. L’intera seduta si è svolta all’interno dell’intervallo di oscillazione di venerdì.

Sherwin-Williams (SHW) è salita del 5,6% e Home Depot (HD) del 3,3% nella giornata in cui la spesa per costruzioni ha registrato il maggiore calo mensile dall’aprile 2020, dovuto soprattutto al comparto residenziale. Oracle, Marvell (MRVL) e Lumentum (LITE) hanno perso tra il 6% e il 18% in seguito a notizie su finanziamenti e accordi; nessuna delle tre fa parte del Dow. I titoli tecnologici inclusi nel Dow hanno registrato ribassi più contenuti, con Nvidia (NVDA) in calo di circa lo 0,5% e Apple (AAPL) del 2% prima della pubblicazione dei risultati.
Il petrolio greggio ha perso oltre il 7% dopo che il presidente Trump ha dichiarato di non avere fretta di riprendere la guerra con l’Iran. L’indice manifatturiero dell’Institute for Supply Management (ISM) si è attestato a 55,5 contro una previsione di 54,6, mentre il relativo indice dei prezzi è sceso a 75,2. Honeywell (HON), 3M (MMM) e Boeing (BA), tre società manifatturiere del Dow, hanno guadagnato ciascuna oltre il 2%, con ordini in crescita e costi del carburante in calo.
I dati sui posti di lavoro vacanti di settembre saranno pubblicati martedì alle 15:00 GMT, mentre l’indice ISM dei servizi arriverà mercoledì alle 15:00 GMT, con una previsione di 54,8 dopo il precedente 54,9. I dati sugli occupati non agricoli di ottobre saranno diffusi venerdì alle 13:30 GMT: si prevede un aumento di 65.000 unità dopo le 29.000 precedenti, con un tasso di disoccupazione atteso stabile al 4,2%. Ciascuno di questi dati incide sulla domanda dei titoli industriali e della distribuzione che sostengono il rialzo del Dow.
L’indice ha perso oltre un terzo del rialzo registrato dal minimo del 1° ottobre, poco sopra 50.500, al massimo di fine ottobre, vicino a 52.900. Si muove appena sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, situata intorno a 52.100, e ben al di sopra di quella a 200 giorni, vicina a 50.750. Il momentum giornaliero è uscito dalla zona di ipercomprato dopo esservi rimasto per due settimane.


Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il risultato per un fattore, attualmente pari a 0,152. L’indice è stato creato da Charles Dow, che ha anche fondato il Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua scarsa rappresentatività, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è influenzato da numerosi fattori. Il principale è l’andamento complessivo delle società che lo compongono, illustrato nei risultati trimestrali. Contribuiscono anche i dati macroeconomici statunitensi e globali, che incidono sul sentiment degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, fissato dalla Federal Reserve (Fed), influenza a sua volta il DJIA, poiché determina il costo del credito, da cui molte società dipendono fortemente. Di conseguenza, anche l’inflazione può rappresentare un fattore determinante, insieme ad altri indicatori che incidono sulle decisioni della Fed.
La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) con quella del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e seguire soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume costituisce un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi dei massimi e dei minimi. La teoria di Dow individua tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più informati iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando interviene una platea più ampia di investitori; e distribuzione, quando gli investitori più informati escono dal mercato.
Esistono diversi modi per fare trading sul DJIA. Uno consiste nell’utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, senza dover acquistare azioni di tutte le 30 società che lo compongono. Un esempio di rilievo è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di azioni del DJIA, offrendo così un’esposizione all’indice nel suo complesso.