
USD/IDR resta debole per il secondo giorno consecutivo e scambia intorno a 18.110 durante la sessione asiatica di giovedì. La rupia indonesiana (IDR) mantiene i guadagni nei confronti del dollaro statunitense (USD) dopo la pubblicazione dei dati sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre.

La crescita economica dell’Indonesia ha accelerato nel terzo trimestre del 2026, con un aumento del PIL del 5,47% su base annua. Il dato ha superato le aspettative di mercato del 5,2%, segnando una netta ripresa rispetto al 5,29% registrato nel secondo trimestre, il livello più basso degli ultimi tre trimestri. Su base trimestrale, l’economia è cresciuta dell’1,59%. Pur rappresentando un marcato rallentamento rispetto al balzo del 3,73% del trimestre precedente, il dato ha comunque superato ampiamente la stima di consenso dell’1,3%.
La coppia USD/IDR ha subito pressioni al ribasso a causa dell’indebolimento del biglietto verde seguito alla vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Con i Democratici che hanno conquistato il controllo di entrambe le camere del Congresso, sono aumentati i timori degli investitori per una situazione di stallo politico a Washington. A pesare ulteriormente sul dollaro statunitense è stato il forte calo dei prezzi del petrolio, alimentato dalle aspettative del mercato di una rapida risoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Tuttavia, il dollaro statunitense (USD) potrebbe trovare sostegno nella tenuta dei dati economici nazionali, che hanno rafforzato le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario da parte della Federal Reserve. Secondo il rapporto ADP, a ottobre l’occupazione nel settore privato statunitense è aumentata di 86.000 unità, superando le previsioni di 69.000, nonostante una lieve revisione al ribasso dei dati di settembre. Inoltre, l’indice ISM PMI dei servizi si è attestato a 54,5, leggermente al di sotto delle attese, ma ancora indicativo di un’espansione costante del settore dei servizi.
Guardando ai prossimi mesi, i mercati finanziari propendono nettamente per una politica monetaria statunitense più restrittiva: lo strumento CME FedWatch indica una probabilità prossima all’82% di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre. Gli operatori di mercato rivolgono ora l’attenzione ai prossimi dati sul lavoro negli Stati Uniti, tra cui le richieste iniziali settimanali di sussidio di disoccupazione di giovedì e il rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì, per ottenere ulteriori indicazioni.
Secondo gli analisti di Scotiabank, l’ultima fase di debolezza del dollaro nei confronti delle valute del G10 va interpretata come «una sorta di “rally di sollievo”», piuttosto che come l’inizio di un movimento più disordinato. A loro avviso, l’andamento delle quotazioni riflette «uno spostamento dell’USD verso il centro del suo “sorriso”, in cui si riducono i differenziali di crescita e dei tassi di interesse, mentre gli Stati Uniti e il dollaro si allontanano dall’estremità legata all’eccezionalismo, con l’altra estremità del sorriso associata all’avversione al rischio dettata dal sentiment».
La rupia indonesiana (IDR) è sensibile a un insieme dinamico di condizioni dei mercati globali, fondamentali economici nazionali, variazioni dei prezzi delle materie prime e interventi proattivi della banca centrale. In quanto valuta di un mercato emergente, l’andamento della rupia dipende fortemente sia dalla resilienza interna sia dalla dinamica dell’economia internazionale.
Bank Indonesia (BI) svolge un ruolo centrale nella stabilizzazione della rupia attraverso una politica monetaria strategica e operazioni dirette sul mercato. Modificando i tassi di interesse di riferimento, la banca centrale gestisce i differenziali di rendimento rispetto alle principali banche centrali mondiali, come la Federal Reserve statunitense, per attrarre e trattenere gli investimenti di portafoglio esteri. BI utilizza inoltre un quadro di «triplice intervento», operando sui mercati a pronti, dei derivati (DNDF) e dei titoli di Stato, per attenuare la volatilità valutaria, affiancandovi strumenti monetari come i Sekuritas Rupiah Bank Indonesia (SRBI) per rafforzare gli afflussi di capitali.
Da una prospettiva macroeconomica più ampia, i tassi di inflazione interni, l’andamento del commercio estero e lo stato complessivo delle finanze pubbliche determinano la solidità di fondo dell’IDR. I saldi della bilancia commerciale e delle partite correnti dell’Indonesia sono strettamente legati a questi fondamentali, mentre fattori globali più ampi, come la propensione o l’avversione al rischio degli investitori internazionali e l’andamento della liquidità globale, incidono direttamente sui movimenti del tasso di cambio.
In quanto importante esportatore di materie prime come olio di palma, carbone, nichel e gas naturale, l’Indonesia beneficia dell’aumento dei prezzi globali delle materie prime, che genera surplus commerciali, incrementa gli afflussi di valuta estera e rafforza la rupia. Tuttavia, poiché l’Indonesia è anche un importatore netto di petrolio greggio, prezzi globali del petrolio elevati aumentano il fabbisogno di valuta estera, ampliando il disavanzo delle partite correnti e pesando sul valore della moneta.