L’euro riduce i guadagni dopo che gli ordini all’industria tedesca deludono le attese

  • EUR/USD scende sotto 1,1250, ma conserva un lieve rialzo giornaliero e un guadagno settimanale vicino allo 0,8%
  • Gli ordini industriali tedeschi deludono le attese, compensando in parte la spinta proveniente dalla propensione al rischio sui mercati e dal calo dei prezzi del petrolio.
  • Mercoledì i dati ADP sull’occupazione e quelli sull’attività dei servizi hanno confermato il forte slancio dell’economia statunitense


Giovedì l’euro (EUR) si è apprezzato per il secondo giorno consecutivo nei confronti del dollaro statunitense (USD), sostenuto dal netto calo dei prezzi del petrolio, pur avendo ripiegato dai massimi di seduta dopo la pubblicazione di dati sugli ordini industriali tedeschi inferiori alle attese. Il cambio EUR/USD si attesta appena sotto 1,1250, dopo essere arretrato dai massimi di seduta in prossimità di 1,1270, ma resta avviato a registrare la migliore performance settimanale degli ultimi tre mesi.

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I dati pubblicati nella prima parte della giornata di giovedì hanno mostrato che gli ordini industriali tedeschi sono rimbalzati del 4,4% a settembre, dopo il calo del 10,1% di agosto, senza però raggiungere l’aumento del 4,8% atteso dal mercato. Su base annua, gli ordini sono cresciuti del 3,3%, rispetto al +3,2% di agosto.

Le elezioni statunitensi fanno crollare il petrolio e offrono una tregua alle economie dell’Eurozona

La moneta unica ha beneficiato del netto calo dei prezzi del petrolio seguito all’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il prezzo del Brent è precipitato di circa 20 dollari al barile negli ultimi due giorni, portandosi vicino a 93,00 dollari e offrendo un po’ di sollievo alle economie dell’Eurozona importatrici di petrolio, nella speranza che la perdita di consensi costringa il presidente statunitense Donald Trump a cercare una via d’uscita dal conflitto.

Mercoledì Trump ha giustificato l’intervento in Iran, ma il vicepresidente JD Vance ha affermato in un post su X che la guerra è stata la causa principale della sconfitta repubblicana e che il presidente Trump lo ha riconosciuto. 

Inoltre, i dati preliminari dell’Eurozona pubblicati mercoledì hanno rivelato che l’inflazione al consumo ha accelerato al 4% su base annua a ottobre, aumentando le pressioni sulla Banca centrale europea (BCE) affinché prosegua la stretta monetaria e offrendo ulteriore sostegno all’euro.

Negli Stati Uniti, i dati di mercoledì hanno fornito ulteriori conferme del forte slancio economico, senza tuttavia riuscire a sostenere il dollaro statunitense. I dati ADP sull’occupazione hanno mostrato un aumento netto di 86.000 posti di lavoro a ottobre, superiore ai 69.000 attesi. L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) dei servizi dell’ISM si è attestato leggermente al di sotto delle aspettative, ma è rimasto su livelli coerenti con una solida attività

Indicatore economico

Ordini industriali non destagionalizzati (su base annua)

L’indicatore degli ordini industriali, pubblicato dalla Deutsche Bundesbank, comprende le spedizioni, le scorte, i nuovi ordini e quelli inevasi. Un aumento del totale degli ordini industriali può indicare un’espansione dell’economia tedesca e potrebbe costituire un fattore inflazionistico. Va osservato che l’industria manifatturiera tedesca incide in misura minima, in positivo o in negativo, sul PIL complessivo dell’Eurozona. Un dato elevato è positivo (o rialzista) per l’EUR, mentre un dato basso è negativo.

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Ultima pubblicazione: Gio 5 nov 2026 07:00

Frequenza: Mensile

Dato effettivo: 3,3%

Consenso: -

Dato precedente: 2,7%

Fonte:Ufficio federale di statistica della Germania

Indicatore economico

Ordinativi industriali destagionalizzati (variazione mensile)

Gli ordinativi industriali pubblicati dalla Deutsche Bundesbank sono un indicatore che comprende spedizioni, scorte, nuovi ordini e ordini inevasi. Un aumento del totale degli ordinativi industriali può indicare un’espansione dell’economia tedesca e potrebbe rappresentare un fattore inflazionistico. Va osservato che il settore industriale tedesco incide in misura minima, sia in positivo sia in negativo, sul PIL complessivo dell’Eurozona. Un dato elevato è positivo (o rialzista) per l’EUR, mentre un dato basso è negativo.

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Ultima pubblicazione: Gio 5 nov 2026 07:00

Frequenza: Mensile

Dato effettivo: 4,4%

Consenso: 4,8%

Dato precedente: -10,6%

Fonte:Ufficio federale di statistica della Germania