
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) restituisce parte dei guadagni iniziali dopo il rialzo verso 53,50 dollari registrato giovedì. Durante le contrattazioni europee, il metallo bianco guadagna lo 0,6%, attestandosi intorno a 52,50 dollari. Il rialzo del prezzo dell’argento incontra un ostacolo nel recupero di parte delle perdite da parte del dollaro statunitense (USD).

Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei valute principali, è in lieve calo intorno a 101,44. Il DXY ha recuperato terreno dopo aver ritestato il minimo mensile di 101,10 segnato il giorno precedente.
Tuttavia, le prospettive per il prezzo dell’argento appaiono rialziste, poiché la vittoria dei Democratici statunitensi alle elezioni di metà mandato ha compromesso l’attrattiva del dollaro statunitense nel medio termine.
In termini tecnici, un dollaro statunitense più debole rende l’argento un investimento interessante per gli investitori sotto il profilo del rapporto rischio/rendimento.
Gli analisti di ING suggeriscono che il contesto politico statunitense potrebbe diventare un ulteriore fattore sfavorevole per il dollaro nel medio termine. A loro avviso, «il dollaro potrebbe tuttavia indebolirsi ancora un po’ con l’avvicinarsi del 2027, se un Partito Democratico più forte contestasse con maggiore vigore le politiche repubblicane, comprese la deregolamentazione e l’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale». ING aggiunge che «la possibilità di una prolungata chiusura delle attività del governo federale a metà del 2027 rafforza l’ipotesi di un dollaro più debole la prossima estate», ribadendo la propria convinzione che l’acuirsi delle tensioni politiche possa pesare sempre di più sull’attrattiva della valuta.
Guardando ai prossimi appuntamenti, gli investitori presteranno attenzione ai dati statunitensi sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) di ottobre, in pubblicazione venerdì. I dati sul mercato del lavoro dovrebbero influenzare le aspettative sui tassi di interesse della Federal Reserve (Fed).

Sul grafico giornaliero, XAG/USD scambia a 52,66 dollari, mantenendo un orientamento ribassista nel breve termine, con il prezzo a pronti al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, situata a 54,66 dollari. L’arretramento dai recenti massimi mantiene il prezzo al di sotto di questa barriera dinamica, mentre l’indice di forza relativa (RSI), a 39,85, resta in territorio ribassista ma lontano dai livelli estremi di ipervenduto. Ciò suggerisce una dinamica ribassista debole ma in fase di stabilizzazione, piuttosto che un’inversione imminente.
Al rialzo, l’EMA a 20 giorni a 54,66 dollari rappresenta la prima resistenza significativa che i rialzisti dovrebbero riconquistare per attenuare la pressione di vendita immediata e aprire la strada a una fase di recupero più duratura. Al ribasso, il minimo del 3 novembre a 48,62 dollari costituisce il livello di supporto immediato.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. Il suo andamento dipende anche da quello del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella di rame e oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche l’andamento delle economie di Stati Uniti, Cina e India può contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali impiegano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori per l’utilizzo del metallo prezioso nella gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire l’andamento dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica quante once d’argento sono necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.