Previsioni sul prezzo di GBP/USD: si indebolisce sotto 1,3350 e mantiene un orientamento ribassista sotto la SMA a 100 giorni

  • GBP/USD scende verso 1,3320 nelle prime ore della sessione europea di giovedì.
  • La coppia mantiene un’impostazione ribassista al di sotto della SMA a 100 giorni; non si esclude un ulteriore consolidamento, con l’RSI in zona neutrale.
  • Il primo obiettivo al ribasso da monitorare è 1,3290; la resistenza immediata si trova a 1,3385.

La coppia GBP/USD si muove in territorio negativo intorno a 1,3320 nelle prime ore di contrattazione europee di giovedì. La sterlina britannica (GBP) si indebolisce nei confronti del dollaro statunitense (USD) dopo la presentazione della manovra di bilancio del Regno Unito. Il dato statunitense sull’inflazione misurata dall’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) di settembre sarà l’appuntamento principale nel prosieguo della giornata di giovedì.

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Il Regno Unito ha fissato una scadenza per portare la spesa per la difesa al 3% del prodotto interno lordo (PIL), mentre il ministro delle Finanze John Healey ha annunciato aiuti per miliardi all’Ucraina, inviando un «chiaro messaggio a Mosca». Mercoledì Healey ha indicato il 2030 come termine per raggiungere il 3%, ribadendo al contempo l’impegno del Paese in ambito NATO a raggiungere il 3,5% entro il 2035.

Nella riunione di politica monetaria di ottobre, tenutasi mercoledì, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha votato con 10 voti favorevoli e 2 contrari per mantenere invariato il tasso di riferimento sui federal funds nell’intervallo tra il 3,75% e il 4%. I funzionari della Fed hanno dichiarato di auspicare che i dati in arrivo possano fornire elementi utili per la prossima decisione.

Sterlina e gilt guardano alla manovra britannica per indicazioni sulla stretta di bilancio e sull’andamento delle emissioni

Gli strategist di Brown Brothers Harriman sostengono che «la sterlina e i gilt prenderanno le mosse dalla manovra di bilancio britannica di oggi (ore 12:30 a Londra, 8:30 a New York)», con l’attenzione del mercato concentrata su «se il governo confermerà l’inasprimento di bilancio previsto e manterrà sotto controllo le emissioni di gilt». Ricordano che, a marzo, l’OBR prevedeva che «il saldo primario corretto per il ciclo, che esclude gli oneri per interessi e tiene conto del ciclo economico, sarebbe migliorato passando da un disavanzo dello 0,3% del PIL nel 2026/27 a un avanzo dello 0,3% nel 2027/28, implicando un freno all’economia pari allo 0,6% del PIL». Sul fronte dell’offerta, BBH sottolinea che «gli analisti prevedono vendite complessive di gilt per 249,6 miliardi di sterline nel 2026/27, 3,4 miliardi in più rispetto al piano di aprile, ma 2,5 miliardi in meno rispetto alla cifra originaria di marzo».

A loro avviso, «mantenere o intensificare la stretta di bilancio dovrebbe sostenere i gilt, attenuando le pressioni inflazionistiche e moderando le aspettative di rialzo dei tassi della BoE». Per la sterlina, tuttavia, avvertono che «una maggiore credibilità dei conti pubblici si scontrerebbe con un minore sostegno da parte dei tassi, limitandone il potenziale rialzista». Per contro, BBH avverte che «uno scostamento dagli obiettivi di bilancio e un aumento delle emissioni di gilt possono far salire i rendimenti dei gilt e scendere la sterlina».

Warsh ribadisce il fermo impegno verso l’obiettivo d’inflazione del 2%, mantenendo vivo l’interesse dei rialzisti sul dollaro

Il tono di Warsh in conferenza stampa è decisamente restrittivo, con il punteggio FXS Speechtracker a 7/10, in linea con il livello di riferimento consolidato e a conferma di una posizione coerente di contrasto all’inflazione. L’enfasi sul fatto che «garantire la stabilità dei prezzi non è una questione di date fisse sul calendario» e la promessa «senza se e senza ma, garantiremo la stabilità dei prezzi» segnalano un impegno determinato, seppure dipendente dai dati, verso l’obiettivo PCE del 2%, sostenuto da una «nuova cura monetaria» e dalla recente riduzione dello stimolo monetario. I ripetuti riferimenti alle aspettative d’inflazione che «vanno nella giusta direzione», all’ampliamento degli spread creditizi e ai tassi che iniziano a farsi sentire nel settore tecnologico e sugli investimenti in conto capitale (CAPEX) suggeriscono fiducia nell’efficacia della politica più restrittiva, lasciando al contempo aperta la porta a un ulteriore inasprimento, se necessario.

L’FXS Fed Sentiment Index è balzato di +14,39 punti a 141,89, nettamente in territorio restrittivo e ben al di sopra della soglia neutrale di 100, in linea con il punteggio FXS Speechtracker invariato a 7/10. Questa combinazione di un livello elevato dell’indice e di un tono stabile indica che i mercati dovrebbero continuare a scontare una forte reattività della politica monetaria all’inflazione, un contesto favorevole al dollaro rispetto alle valute le cui banche centrali sono percepite come meno determinate nel garantire la stabilità dei prezzi.

Chart Analysis GBP/USD


Analisi tecnica: le prospettive di GBP/USD restano negative al di sotto della SMA a 100 giorni

Nel grafico giornaliero, GBP/USD mantiene un orientamento di breve termine lievemente ribassista, poiché le quotazioni spot restano al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. Il prezzo si trova sopra la linea mediana delle bande di Bollinger a 20 giorni, ma la vicinanza della banda superiore, insieme a un indice di forza relativa (RSI) neutrale intorno a 49, suggerisce che la coppia stia consolidando al di sotto di un’area più ampia di pressione in vendita, anziché avviare una nuova fase rialzista.

Al ribasso, il supporto immediato si trova sulla linea mediana delle bande di Bollinger, intorno a 1,3290, seguito dal minimo del 15 ottobre a 1,3184. Più in basso, il successivo livello di supporto si colloca sulla banda inferiore di Bollinger, vicino a 1,3165. 

Al rialzo, la prima resistenza emerge in corrispondenza della SMA a 100 giorni a 1,3385, prima della banda superiore di Bollinger, vicino a 1,3420, dove potrebbero riemergere pressioni in vendita. Una rottura decisa al di sopra di questo livello potrebbe aprire la strada al massimo del 15 luglio a 1,3558. 

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sulla sterlina britannica

La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) ed è la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie in cui viene scambiata sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, chiamata «Dragon» dai trader (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso d’inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento a sua disposizione per conseguirlo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. In genere questo favorisce la sterlina, poiché tassi più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti capaci di generare crescita.

I dati economici misurano lo stato di salute dell’economia e possono influire sul valore della sterlina britannica. Indicatori quali il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti incidere sull’andamento della sterlina. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la valuta. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.

Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistarli. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.