
Il cambio GBP/USD scambia in territorio positivo vicino a 1,3490 nelle prime ore di contrattazione europea di giovedì. Il dollaro statunitense (USD) si indebolisce nei confronti della sterlina britannica (GBP) dopo che i Democratici hanno conquistato il controllo del Congresso degli Stati Uniti alle elezioni di metà mandato.

I Democratici ottengono la maggioranza al Senato e alla Camera dei rappresentanti, sottraendone il controllo ai Repubblicani. Il risultato segna importanti vittorie in diverse roccaforti repubblicane per la prima volta da decenni, con decine di milioni di elettori che hanno espresso una netta bocciatura del presidente Donald Trump.
«Penso che molti dei movimenti di mercato che stiamo osservando, in particolare nel comparto obbligazionario, siano direttamente riconducibili a questo, così come l’indebolimento del dollaro sulla scia del calo dei rendimenti dei Treasury», ha dichiarato Ray Attrill, responsabile della strategia valutaria presso National Australia Bank.
La decisione sui tassi di interesse della Banca d’Inghilterra (BoE), in programma più tardi giovedì, sarà al centro dell’attenzione. Secondo gli economisti interpellati da Reuters, la banca centrale britannica dovrebbe portare il tasso di riferimento al 4% dal 3,75% nella riunione di politica monetaria di novembre. Si tratterebbe del primo rialzo dall’agosto 2023.
I mercati finanziari scontano attualmente almeno tre rialzi dei tassi di un quarto di punto percentuale per il prossimo anno, oltre a quello di questo mese, che porterebbero i tassi di interesse britannici al di sopra di quelli previsti per gli Stati Uniti.
Gli strategist di Scotiabank sottolineano che la sterlina sta seguendo da vicino i guadagni della moneta unica nei confronti del dollaro, con «la GBP … che tiene il passo con i rialzi dell’EUR rispetto all’USD, guadagnando circa lo 0,4% nella giornata». Osservano che gli ultimi dati sull’attività economica hanno fornito pochi nuovi stimoli, poiché «i dati definitivi dei PMI britannici dei servizi e composito di ottobre sono stati rivisti leggermente al ribasso, rispettivamente a 52,8 e 52,9». Scotiabank ritiene invece che, «al di là delle ripercussioni delle elezioni di metà mandato sull’USD, l’attenzione sulla GBP si sposterà rapidamente sulla decisione di politica monetaria della BoE di domani», in vista della quale «un rialzo di ¼ di punto percentuale è ormai quasi interamente scontato, mentre gli swap anticipano un ulteriore inasprimento di 75 punti base da parte della BoE nell’arco del prossimo anno circa, oltre alla mossa di domani».
Sul grafico giornaliero, GBP/USD mantiene un’impostazione favorevole ai rialzisti, con le quotazioni spot al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della linea mediana delle bande di Bollinger a 20 giorni. Il prezzo si spinge nella metà superiore del recente intervallo di oscillazione, con la banda superiore di Bollinger che funge da ostacolo immediato al rialzo, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 66, evidenzia un solido momentum positivo, ma segnala che il cambio si sta avvicinando alla zona di ipercomprato.
Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della banda superiore di Bollinger, intorno a 1,3505. Una chiusura giornaliera al di sopra di questa barriera aprirebbe la strada al massimo del 15 luglio a 1,3558, per poi puntare al massimo del 25 agosto a 1,3655.
Al ribasso, un supporto significativo si trova in corrispondenza della SMA a 100 giorni a 1,3390, seguito dalla linea mediana delle bande di Bollinger vicino a 1,3345. Una rottura al di sotto di questi livelli indebolirebbe la struttura rialzista ed esporrebbe la banda inferiore di Bollinger, prossima a 1,3185.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica al mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie valutarie che la includono sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta dai trader come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento utilizzato per conseguire questo obiettivo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso e incoraggiare le imprese a contrarre più prestiti da investire in progetti capaci di generare crescita.
I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira più investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, la sterlina britannica tende a scendere.
Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficerà della sola domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo ha l’effetto opposto.