
Francesco Pesole di ING osserva che la Banca centrale europea (BCE) ha mantenuto invariati i tassi, ma ha inviato segnali restrittivi: la presidente Christine Lagarde ha lasciato intendere che potrebbe esserci un ulteriore inasprimento monetario e, secondo indiscrezioni, i funzionari sarebbero pronti ad alzare i tassi a dicembre. Sebbene l’imminente uscita di scena di Lagarde e la scelta del suo successore comportino potenziali rischi al ribasso per l’euro, Pesole ritiene che EUR/USD possa tornare nell’area 1,1200–1,1250, in un contesto di crescenti rischi al ribasso per il dollaro statunitense.

«Ieri l’euro ha registrato qualche oscillazione dopo che la Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi. Inizialmente il comunicato è apparso lievemente accomodante, con un riferimento alle condizioni finanziarie che frenano l’inflazione e la crescita. Poi, però, la presidente Christine Lagarde ha rilasciato alcune dichiarazioni di tono restrittivo durante la conferenza stampa, sostenendo l’euro».
«Lagarde ha affermato che durante la riunione si è discusso di un rialzo dei tassi e ha lasciato intendere che l’orientamento resta quello di un ulteriore inasprimento monetario. Inoltre, non ha dato alcuna indicazione che i titoli di Stato francesi stiano inducendo la BCE a riconsiderare la propria posizione in senso accomodante. Infine, la consueta indiscrezione fatta filtrare ai media qualche ora dopo ha indicato che i funzionari sono “pronti” ad alzare i tassi a dicembre. Si è trattato di un’altra chiara conferma delle aspettative sui tassi, che ha rafforzato il sostegno all’euro».
«A margine sono arrivate le dimissioni di Lagarde, con effetto dal 7 febbraio, che anticipano di qualche mese l’annuncio del suo successore. Pablo Hernández de Cos, di orientamento accomodante, e Klaas Knot, di orientamento restrittivo, sono i favoriti. Se venisse annunciata la nomina del primo, potrebbero emergere alcuni rischi al ribasso per l’euro».
«Riteniamo che vi siano buone probabilità che EUR/USD torni a esplorare l’area 1,120–1,1250, poiché il dollaro è esposto a rischi al ribasso legati ai titoli del settore dell’intelligenza artificiale e alle elezioni statunitensi di metà mandato».
(Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)