
Mercoledì Ethereum (ETH) ha brevemente superato i 2.500 dollari per la prima volta in oltre una settimana, mentre il rinnovato appetito per il rischio sui titoli tecnologici si è esteso al mercato delle criptovalute.

Secondo i dati di Coinglass, il movimento ha innescato liquidazioni di futures su ETH per 53,7 milioni di dollari nelle ultime 24 ore, di cui 43 milioni relativi a posizioni corte. Si tratta del terzo giorno consecutivo in cui le posizioni corte rappresentano la quota prevalente delle liquidazioni.
Il rialzo segue il miglioramento della propensione al rischio sul mercato azionario, con il NASDAQ, a forte componente tecnologica, in crescita dell’1,3% e l’S&P 500 in aumento dello 0,7%.
Gran parte di questi guadagni è stata trainata dal balzo del 10% delle azioni di SpaceX, la società di Elon Musk, dopo che l’azienda ha riportato una crescita dei ricavi del 161% su base annua nel terzo trimestre. Secondo CNBC, Musk ha dichiarato che SpaceX e la sua casa automobilistica Tesla hanno istituito comitati speciali per discutere una fusione.
Il rialzo di ETH e delle altre principali criptovalute, parallelamente a quello degli indici azionari, conferma il rafforzamento della correlazione tra le due classi di attività nell’ultima settimana. La scorsa settimana le criptovalute sono scese insieme ai titoli tecnologici, dopo che i timori legati alla spesa per l’intelligenza artificiale hanno innescato vendite sui principali titoli dei semiconduttori nei mercati statunitense, coreano e taiwanese.
La società di trading Wintermute prevede una ripresa duratura delle criptovalute se un maggior numero di società tecnologiche e legate all’intelligenza artificiale riporterà utili in miglioramento per il terzo trimestre.
Nel frattempo, nonostante il modesto recupero di ETH negli ultimi due giorni, gli investitori in fondi negoziati in borsa (ETF) non sono ancora convinti. Secondo i dati di SoSoValue, martedì gli ETF spot statunitensi su ETH hanno registrato deflussi netti per 26,13 milioni di dollari, portando a 15 il numero di sedute con saldo negativo nelle ultime 16 giornate di negoziazione.
Arrivano però alcuni segnali positivi dai dati on-chain: secondo Bitwise, la quantità di Ethereum in staking è salita al record di 43,8 milioni di ETH, pari al 35,9% dell’offerta totale.
Ethereum potrebbe mettere alla prova la resistenza a 2.548 dollari, mentre sembra avviarsi verso una chiusura giornaliera al di sopra delle medie mobili esponenziali (EMA) a 20 e 50 giorni, situate rispettivamente a 2.501 e 2.483 dollari.
Se ETH consoliderà il recupero al di sopra delle EMA di breve periodo e supererà i 2.548 dollari, dovrà affrontare l’ostacolo a 2.636 dollari prima di tornare a testare la resistenza a 2.781 dollari.
Al ribasso, ETH continua a trovare supporto nell’area sotto i 2.400 dollari, con la EMA a 100 giorni e il livello orizzontale a 2.355 dollari che nell’ultima settimana si sono dimostrati solidi punti di tenuta per i rialzisti. Una discesa sotto questi livelli potrebbe portare ETH verso il supporto a 2.204 dollari e poi a 1.971 dollari, qualora il calo proseguisse.
L’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni intorno a 50 e l’oscillatore stocastico vicino a 72 suggeriscono un orientamento da laterale a rialzista, con margini per ulteriori guadagni, sebbene quest’ultimo si stia avvicinando alla zona di ipercomprato.