I futures sul Dow Jones scendono in attesa della decisione della Fed e dei risultati delle grandi società tecnologiche

  • La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati tra il 3,75% e il 4,0%; attenzione alle prospettive del presidente Kevin Warsh.
  • Wall Street attende i risultati di Alphabet e Microsoft dopo la chiusura di mercoledì per valutare lo slancio degli investimenti legati all'IA.
  • Martedì i rialzi tecnologici hanno sostenuto le borse, trainati dall'accordo di finanziamento da 63 miliardi di dollari di Broadcom, dall'offerta di Meta e dalla partnership di Oracle.

I futures sul Dow Jones cedono lo 0,22% e si attestano intorno a 52.460 durante la sessione europea di mercoledì. I futures sull'S&P 500 guadagnano lo 0,08%, portandosi intorno a 7.760, mentre quelli sul Nasdaq 100 avanzano dello 0,45%, in area 29.950.

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I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un andamento contrastato, mentre gli investitori si preparavano all'imminente decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) e agli attesi risultati trimestrali dei colossi tecnologici a maggiore capitalizzazione. L'attenzione si concentra soprattutto sui conti societari, con Alphabet e Microsoft che pubblicheranno i risultati dopo la chiusura del mercato di mercoledì. Gli investitori esamineranno attentamente questi dati per valutare la solidità di fondo e le prospettive degli investimenti legati all'intelligenza artificiale.

Anche la politica monetaria resta al centro dell'attenzione: secondo le attese prevalenti, la Fed manterrà il tasso di interesse di riferimento nell'attuale intervallo obiettivo compreso tra il 3,75% e il 4,0%. Le quotazioni di mercato, rilevate tramite lo strumento FedWatch di CME, indicano attualmente una probabilità del 90,6% che i tassi rimangano invariati in questa riunione, insieme a una probabilità dell'84,3% di un rialzo a dicembre. Gli operatori seguiranno con attenzione l'imminente conferenza stampa del presidente della Fed, Kevin Warsh, alla ricerca di qualsiasi indicazione, anche sfumata, sulla visione complessiva della banca centrale riguardo alle prospettive economiche.

Il posizionamento prudente segue la seduta ordinaria positiva di martedì, quando i guadagni del settore tecnologico hanno sostenuto i principali indici di riferimento. Il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,03%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,6% e l'1,18%. Lo slancio è stato trainato soprattutto dai produttori di semiconduttori, dopo che Broadcom ha annunciato che un consorzio bancario avrebbe fornito finanziamenti per 63 miliardi di dollari legati all'impiego della sua tecnologia da parte di Anthropic. Nel resto del settore tecnologico, l'offerta azionaria da 25 miliardi di dollari di Meta ha riscosso una forte domanda, con richieste pari a cinque volte l'ammontare offerto, mentre Oracle ha ulteriormente ampliato la propria partnership strategica con OpenAI.

I rialzi trainati dalla tecnologia evidenziano la resilienza dell'azionario statunitense

Gli analisti di Deutsche Bank sottolineano che «anche i dati solidi di ieri hanno contribuito alla resilienza dell'azionario statunitense, già in rialzo grazie al perdurare di un clima positivo nel settore tecnologico». Osservano che il rally è stato guidato dai semiconduttori, con «l'indice dei semiconduttori di Filadelfia (+3,60%)» che ha registrato «un forte guadagno», mentre «anche il Nasdaq (+1,18%) e i Mag-7 (+0,94%) hanno continuato a salire». All'interno del comparto tecnologico, Deutsche Bank segnala «movimenti di rilievo» per «CoreWeave (+7,94%), Nvidia (+0,90%) e Broadcom (+4,00%)», evidenziando come i titoli legati all'IA e ai semiconduttori restino in prima linea nell'ultima fase rialzista.

Domande frequenti sul Dow Jones

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L'indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione di mercato. Si calcola sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il totale per un fattore, attualmente pari a 0,152. L'indice è stato creato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua scarsa rappresentatività, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l'S&P 500.

Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è influenzato da numerosi fattori. Il principale è l'andamento complessivo delle società che lo compongono, evidenziato dai risultati trimestrali. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali incidono sull'indice, poiché influenzano il sentiment degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, stabilito dalla Fed, condiziona a sua volta il DJIA, in quanto determina il costo del credito, da cui molte aziende dipendono fortemente. Di conseguenza, anche l'inflazione può rappresentare un fattore determinante, al pari di altri indicatori che influenzano le decisioni della Fed.

La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) con quella del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e seguire soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. I volumi costituiscono un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi dell'analisi dei massimi e dei minimi e individua tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più informati iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando entra nel mercato una platea più ampia di investitori; e distribuzione, quando gli investitori più informati escono dal mercato.

Esistono diversi modi per fare trading sul DJIA. Uno consiste nell'utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, senza dover acquistare le azioni di tutte le 30 società che lo compongono. Un esempio di riferimento è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA permettono ai trader di speculare sul valore futuro dell'indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere l'indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di azioni del DJIA, offrendo così un'esposizione all'indice nel suo complesso.