
Mercoledì la coppia AUD/USD attira acquisti per il secondo giorno consecutivo, salendo ai massimi dal 23 settembre, in prossimità dell’area 0,7050-0,7055, durante la sessione asiatica, dopo la pubblicazione di dati elevati sull’inflazione al consumo australiana. Le quotazioni spot sembrano ora aver confermato il superamento della resistenza chiave rappresentata dalla media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, anche se i rialzisti potrebbero evitare di assumere posizioni aggressive e preferire attendere l’esito della riunione di due giorni del FOMC.

L’Australian Bureau of Statistics (ABS) ha riferito che l’indice generale dei prezzi al consumo (IPC) è aumentato dello 0,8% a settembre, rispetto allo 0,4% del mese precedente e allo 0,7% previsto dal consenso. Inoltre, il tasso annuo è salito dal 4,0% di agosto al 4,3% nel mese in esame, superando le previsioni del 4,2%. L’inflazione annua calcolata sulla media troncata è inoltre rimasta al di sopra dell’obiettivo del 2-3% della Reserve Bank of Australia (RBA), rafforzando le aspettative di un imminente rialzo dei tassi di interesse a novembre e fornendo così un modesto sostegno al dollaro australiano (AUD).
Il dollaro statunitense (USD), invece, avanza ai massimi di due settimane, mentre si consolida la convinzione che la Fed aumenterà nuovamente il costo del denaro entro fine anno, a fronte dei rischi inflazionistici legati agli elevati prezzi del petrolio. Inoltre, le persistenti incertezze geopolitiche sostengono il biglietto verde, valuta rifugio, favorendone l’apprezzamento per il quarto giorno consecutivo e limitando il rialzo della coppia AUD/USD. L’attenzione del mercato si sposta ora sull’attesissima decisione del FOMC sui tassi, prevista più tardi nel corso della sessione statunitense, che avrà un ruolo determinante nell’orientare la domanda di USD.
È ampiamente atteso che la banca centrale statunitense lasci invariati i tassi di interesse. Gli investitori esamineranno quindi con attenzione il comunicato di politica monetaria e le dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, durante la conferenza stampa successiva alla riunione, alla ricerca di ulteriori indicazioni sul futuro percorso della politica monetaria. Nel frattempo, il quadro fondamentale favorevole sopra descritto sembra avvantaggiare i rialzisti su AUD/USD, suggerendo che eventuali correzioni significative avranno maggiori probabilità di attirare acquisti e rimanere contenute.
La coppia AUD/USD oscilla appena al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, mentre una fitta fascia di livelli di ritracciamento di Fibonacci ne limita il rialzo. Il recupero dai minimi recenti sta perdendo slancio, con le quotazioni che rimangono al di sotto del ritracciamento del 50% a 0,7066 e di quello del 61,8% a 0,7106. Il quadro generale resta quindi da neutrale a lievemente ribassista, nonostante il vicino supporto della media mobile.
Al ribasso, il primo supporto si trova in corrispondenza della SMA a 100 giorni a 0,7033, rafforzato dal ritracciamento del 38,2% a 0,7025. La rottura di quest’area esporrebbe il ritracciamento del 23,6% a 0,6975, prima di una discesa più profonda verso la base strutturale intorno a 0,6893.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’indice dei prezzi al consumo (IPC), pubblicato mensilmente dall’Australian Bureau of Statistics, misura le variazioni dei prezzi di un ampio paniere di beni e servizi acquistati dalle famiglie. L’indicatore è la principale misura dell’inflazione complessiva dopo l’introduzione di una nuova metodologia per il passaggio dalle rilevazioni trimestrali a quelle mensili, applicata ai dati a partire da aprile 2024. La lettura su base annua confronta i prezzi del mese di riferimento con quelli dello stesso mese dell’anno precedente. Un dato elevato è considerato rialzista per il dollaro australiano (AUD), mentre un dato basso è considerato ribassista.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 00:30
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: 4,3%
Consenso: 4,2%
Dato precedente: 4%
Fonte:Ufficio australiano di statistica