L’euro riduce i guadagni sulla sterlina britannica dopo l’inatteso calo delle vendite al dettaglio in Germania a settembre

  • EUR/GBP riduce i guadagni intorno a 0,8345 nelle prime ore della sessione europea di lunedì.
  • Le vendite al dettaglio in Germania sono scese del 2,0% su base mensile a settembre, registrando un dato peggiore delle attese.
  • Si prevede che la BoE porterà il tasso di riferimento al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre, in programma giovedì.

Il cross EUR/GBP riduce i guadagni in prossimità di 0,8345 nelle prime ore della sessione europea di lunedì. L’euro (EUR) arretra leggermente dopo i deboli dati sulle vendite al dettaglio in Germania. Tuttavia, i dati sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre dell’Eurozona e della Germania, superiori alle attese, potrebbero contribuire a limitare le perdite dell’EUR.

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I dati pubblicati lunedì da Destatis mostrano che le vendite al dettaglio in Germania, un indicatore chiave della spesa dei consumatori, sono diminuite del 2,0% su base mensile a settembre, rispetto all’aumento dell’1,2% di agosto (rivisto dall’1,3%). Il dato è risultato inferiore alle aspettative del mercato, che indicavano un incremento dello 0,4%. Su base annua, le vendite al dettaglio hanno registrato un calo del 2,3% a settembre, rispetto alla precedente flessione dello 0,3% (rivista dal -0,4%).

Sul fronte britannico, giovedì l’attenzione si concentrerà sulla decisione della Banca d’Inghilterra (BoE) sui tassi di interesse. Gli economisti interpellati da Reuters prevedono che la BoE alzerà il tasso di riferimento dal 3,75% al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre. Si tratterebbe del primo rialzo da agosto 2023.

«Pur non aspettandoci indicazioni chiare dal Comitato su quanti rialzi siano previsti, è possibile che i verbali della riunione o Bailey ... segnalino che difficilmente il tasso di riferimento raggiungerà il livello scontato dai mercati finanziari», ha dichiarato Alexander Harvey, economista per il Regno Unito presso la società di consulenza Oxford Economics.

La manovra di bilancio britannica potrebbe ridurre il premio al rischio sui gilt, mentre EUR/GBP resta sotto pressione

Gli analisti di ING sottolineano che i tassi britannici incorporano ancora un «premio al rischio di 20 punti base nei rendimenti dei gilt britannici a 10 anni» che, secondo lo stratega dei tassi Michiel Tukker, «potrebbe essere riassorbito dal mercato in occasione della presentazione odierna della manovra di bilancio britannica». A loro avviso, la manovra in sé «non dovrebbe incidere in misura significativa sulle prospettive di inasprimento monetario della Banca d’Inghilterra», anche se avvertono che «eventuali sorprese al rialzo negli adeguamenti del salario minimo potrebbero ripercuotersi sui mercati monetari, favorendo aspettative di una politica più restrittiva».

ING evidenzia anche le implicazioni tra i diversi mercati, osservando che «un certo restringimento dello spread gilt-Bund oggi potrebbe ricordare che il Regno Unito sembra essere una delle poche economie del G7 avviate nella giusta direzione sul fronte dei conti pubblici verso il 2027», con previsioni di «un deficit di bilancio in discesa sotto il 4% del PIL, poiché l’inflazione più elevata spinge un maggior numero di contribuenti soggetti all’imposta sul reddito negli scaglioni fiscali superiori».

Sul mercato dei cambi, ING osserva che «EUR/GBP si mantiene al di sopra del supporto a 0,8350 e appare sotto pressione». Salvo «misure espansive di bilancio a sorpresa che penalizzino i gilt», la banca prevede che «EUR/GBP possa restare sotto pressione e potenzialmente scendere verso l’area di 0,8315».

L’allarme di Nagel sull’inflazione rafforza il sostegno all’euro legato a una linea monetaria restrittiva

Nagel della BCE ottiene un punteggio di 8,2/10 su FXS Speechtracker, nettamente superiore alla media storica di 6,9/10, segnalando un orientamento restrittivo più marcato del solito. L’impegno della BCE ad «agire con decisione, se necessario, per riportare l’inflazione all’obiettivo» rafforza le aspettative che l’inasprimento della politica monetaria resti un’opzione concreta.

L’enfasi posta da Nagel sulla nuova accelerazione dei prezzi al consumo e sul fatto che ulteriori rincari «non possano essere esclusi» evidenzia la preoccupazione per la persistenza delle pressioni inflazionistiche. Indicando l’aumento dei costi energetici come uno dei principali fattori trainanti, il discorso sostiene un orientamento favorevole all’euro legato a una politica monetaria restrittiva, poiché i mercati potrebbero scontare una maggiore probabilità di una nuova stretta o di un prolungamento della politica restrittiva qualora l’inflazione non rallentasse.

Chart Analysis EUR/GBP


Analisi tecnica: EUR/GBP mantiene prospettive negative sotto la SMA a 100 giorni

Sul grafico giornaliero, EUR/GBP mantiene un chiaro orientamento ribassista nel breve termine, con le quotazioni a pronti al di sotto della linea centrale delle bande di Bollinger a 20 giorni e della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. Il prezzo si trova inoltre ben al di sotto della banda superiore di Bollinger, confermando un quadro che limita il potenziale di rialzo, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 23, rimane in territorio di ipervenduto. Ciò suggerisce che, pur persistendo la pressione al ribasso, la fase di vendite è già molto estesa.

Al ribasso, il primo supporto si colloca in corrispondenza della banda inferiore di Bollinger, vicino a 0,8315. Al rialzo, un primo ostacolo al recupero è rappresentato dalla SMA a 20 giorni delle bande di Bollinger, intorno a 0,8410, seguita dalla banda superiore a 0,8505. La SMA a 100 giorni, a 0,8535, costituisce poi una barriera più solida, che il cambio dovrebbe riconquistare per attenuare l’orientamento ribassista di fondo.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sulla sterlina britannica

La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX), con una quota del 12% di tutte le transazioni e un controvalore medio di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie in cui viene negoziata sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, chiamata «Dragon» dagli operatori (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il suo principale strumento per conseguire questo obiettivo è la variazione dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse e rendendo così più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, affinché le imprese ricorrano maggiormente ai prestiti per investire in progetti in grado di generare crescita.

I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida è positiva per la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.

Un altro dato significativo per la sterlina britannica è quello della bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficerà della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che intendono acquistare tali beni. Di conseguenza, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.