
Quek Ser Leang e Lee Sue Ann di United Overseas Bank (UOB) sottolineano che EUR/USD ha registrato un rimbalzo senza però riuscire a mantenere i guadagni, rafforzando l’ipotesi di un consolidamento nel breve termine. Prevedono che l’euro oscilli nell’intervallo 1,1160–1,1220 nel corso della giornata, mentre su un orizzonte di 1–3 settimane una rottura al di sotto di 1,1135 invaliderebbe il loro orientamento positivo. Su un orizzonte di 1–3 mesi, ritengono che il ribasso di settembre possa aver toccato il fondo intorno a 1,1112, aprendo la strada a un recupero correttivo.

«PROSPETTIVE A 24 ORE: venerdì scorso l’EUR è salito brevemente a 1,1214, per poi ripiegare bruscamente fino a un minimo di 1,1136 prima di recuperare e chiudere a 1,1158 (-0,18%). Ieri, quando quotava a 1,1160 nelle prime fasi della sessione asiatica, abbiamo osservato che “la pressione rialzista immediata si è attenuata”. Abbiamo inoltre indicato che “gli attuali movimenti dei prezzi fanno probabilmente parte di una fase di consolidamento tra 1,1135 e 1,1190”. Le nostre valutazioni si sono rivelate errate. Durante la sessione di Londra, l’EUR è salito nettamente, seppure per breve tempo, fino a 1,1237 prima di ripiegare. L’EUR ha chiuso a 1,1185 (+0,24%). Il breve rialzo non ha comportato alcun rafforzamento del momentum rialzista. Oggi ci aspettiamo che l’EUR si muova in un intervallo compreso tra 1,1160 e 1,1220.»
«PROSPETTIVE A 1–3 SETTIMANE: venerdì scorso (30 ottobre, cambio a pronti a 1,1190) abbiamo indicato che l’EUR “potrebbe proseguire il rimbalzo fino a 1,1220”. Abbiamo sottolineato che “una chiusura sopra 1,1220 potrebbe aprire la strada a un movimento verso 1,1250”. Dopo che l’EUR era salito a 1,1214 per poi scendere fino a un minimo di 1,1136, ieri (2 novembre, cambio a pronti a 1,1160) abbiamo evidenziato che “il rafforzamento del momentum si è attenuato con il ripiegamento e una netta rottura al di sotto di 1,1135 (livello di ‘forte supporto’) indicherebbe che il passaggio a una visione positiva sull’EUR è stato prematuro”. Sebbene in seguito l’EUR sia balzato fino a un massimo di 1,1237, non è riuscito a mantenere i guadagni ed è arretrato fino a chiudere a 1,1185 (+0,24%). In assenza di un chiaro cambiamento negli indicatori di momentum, manteniamo la stessa valutazione di ieri.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)