BCE, il punto: tassi invariati tra condizioni finanziarie più restrittive e costi energetici in aumento

La Banca centrale europea (BCE) ha lasciato invariati all’unanimità i suoi tre tassi di interesse di riferimento, mantenendo il tasso sui depositi al 2,50%, mentre i responsabili della politica monetaria valutavano l’impatto dei nuovi rincari dell’energia. La presidente Christine Lagarde ha dichiarato che il Consiglio direttivo aveva discusso se fosse opportuno un rialzo, concludendo tuttavia che, per il momento, un approccio misurato restava giustificato.

La BCE ha riconosciuto che i prezzi dell’energia sono aumentati oltre le ipotesi del suo scenario di base, generando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. È probabile che l’inflazione complessiva rimanga ben al di sopra dell’obiettivo nei prossimi trimestri, sebbene la BCE preveda un successivo calo con l’attenuarsi dell’inflazione energetica. L’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile, i salari non hanno mostrato una risposta significativa in termini di effetti di secondo impatto e le aspettative a più lungo termine restano vicine al 2%.

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Lagarde ha affermato che i primi dati sui prezzi lungo la filiera segnalavano nuove pressioni al rialzo, mentre l’indicatore salariale della BCE segnala una crescita delle retribuzioni contrattuali del 2,5%-2,8% nei restanti mesi del 2026. La banca centrale sta osservando maggiori effetti indiretti dello shock energetico, ma nessun ulteriore effetto di secondo impatto rispetto a quelli già incorporati nelle sue proiezioni.

Le prospettive di crescita restano contrastanti. I dati più recenti suggeriscono che l’economia sia cresciuta nel terzo trimestre, con gli investimenti nell’intelligenza artificiale, la spesa pubblica e una potenziale ripresa delle esportazioni a sostenere l’attività. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento, l’indebolimento della fiducia, l’incertezza sulla politica di bilancio e l’inasprimento delle condizioni finanziarie stanno tutti frenando la domanda. I rischi per la crescita sono orientati al ribasso, mentre quelli per l’inflazione restano orientati al rialzo.

Nel complesso, la decisione di mantenere i tassi invariati ha rispecchiato un atteggiamento prudente e lievemente restrittivo. Il Consiglio direttivo non si è impegnato in anticipo su un percorso dei tassi, ma la decisione sarà guidata strettamente dall’inflazione di fondo e dalla trasmissione della politica monetaria. Lagarde ha descritto le sei settimane che precedono la prossima riunione come un periodo ricco di informazioni, suggerendo che la decisione di dicembre dipenderà in larga misura dal fatto che le pressioni energetiche si diffondano o restino circoscritte.