Il dollaro canadese si rafforza: il rialzo dei prezzi del petrolio spinge al ribasso USD/CAD

  • Il rialzo dei prezzi del petrolio greggio ha sostenuto il dollaro canadese, esercitando pressioni al ribasso sulla coppia USD/CAD.
  • Gli attacchi con droni contro le infrastrutture petrolifere saudite e russe hanno accentuato i timori del mercato per possibili interruzioni delle forniture energetiche.
  • I rischi geopolitici e l’incertezza sulla politica dei tassi di interesse della Fed continuano a condizionare il clima generale sui mercati.

USD/CAD prolunga la serie di ribassi per il sesto giorno consecutivo, scambiando intorno a 1,4040 durante la sessione asiatica di giovedì. La coppia valutaria ha subito pressioni al ribasso, mentre il dollaro canadese (CAD), legato alle materie prime, si è rafforzato grazie al rialzo dei prezzi del petrolio greggio. Le quotazioni petrolifere sono salite dopo un attacco con droni al giacimento di Shaybah di Saudi Aramco, che ha causato due vittime, intensificando le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e alimentando i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche.

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A complicare ulteriormente il quadro geopolitico regionale, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato mercoledì che gli Stati Uniti devono revocare il blocco navale e dimostrare un impegno concreto per una soluzione diplomatica. Araghchi ha sottolineato che Teheran è pronta a riprendere i negoziati se emergeranno prove concrete di un sincero impegno americano per una conclusione giusta e definitiva del conflitto.

Parallelamente, questa settimana l’Ucraina ha condotto attacchi su vasta scala con droni contro infrastrutture petrolifere russe strategiche, segnalando l’intenzione di Kyiv di ostacolare il previsto aumento delle esportazioni di gasolio da parte di Mosca nell’ambito di un recente accordo tra i presidenti Trump e Putin.

Nel frattempo, gli operatori di mercato valutano attentamente il percorso della politica monetaria della Federal Reserve (Fed) in vista della riunione della prossima settimana. L’incertezza persiste dopo che, la scorsa settimana, il presidente della Fed Kevin Warsh si è astenuto dal fornire indicazioni sui tempi o sulla necessità di futuri rialzi dei tassi di interesse.

USD/CAD sotto pressione mentre il FMI evidenzia l’ampliamento del divario di crescita in Nord America

Gli strategist di Societe Generale segnalano che le ultime proiezioni del FMI mettono in luce un peggioramento del quadro relativo per il Canada, osservando che «con la previsione di crescita del FMI per gli Stati Uniti rivista al rialzo al 2,5% quest’anno (mentre resta al 2,1% nel 2027), il divario di crescita in Nord America si sta ampliando». Sottolineano che «il grafico a destra mostra il confronto tra le previsioni di crescita del consenso Bloomberg per il 2027, ma la valutazione del FMI (crescita dell’1,2% in Canada il prossimo anno contro il 2,1% negli Stati Uniti) è ancora meno favorevole per il Canada», rafforzando l’idea di una dinamica economica canadese più debole. Al contempo, gli strategist di Societe Generale richiamano l’attenzione sulla politica monetaria e sui tassi di mercato, osservando che «il grafico a sinistra mette a confronto il differenziale dei tassi a due anni con USD/CAD», sottolineando come i rendimenti relativi sulle scadenze brevi continuino a condizionare l’andamento del dollaro canadese rispetto al dollaro statunitense.

Domande frequenti sul dollaro canadese

I principali fattori che influenzano il dollaro canadese (CAD) sono il livello dei tassi di interesse fissati dalla Banca del Canada (BoC), il prezzo del petrolio, principale prodotto esportato dal Paese, lo stato di salute dell’economia, l’inflazione e la bilancia commerciale, ossia la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni canadesi. Tra gli altri fattori rientra il clima di mercato, ovvero se gli investitori puntano su attività più rischiose (risk-on) o cercano beni rifugio (risk-off): un clima di propensione al rischio favorisce il CAD. Poiché gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, anche lo stato di salute dell’economia statunitense è un fattore determinante per il dollaro canadese.

La Banca del Canada (BoC) esercita un’influenza significativa sul dollaro canadese fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche possono prestarsi denaro a vicenda. Questo incide sul livello dei tassi di interesse per tutti gli operatori economici. L’obiettivo principale della BoC è mantenere l’inflazione tra l’1% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente più elevati tendono a favorire il CAD. La Banca del Canada può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo tende a penalizzare il CAD, mentre la seconda tende a sostenerlo.

Il prezzo del petrolio è un fattore determinante per il valore del dollaro canadese. Il petrolio è il principale prodotto esportato dal Canada, perciò il suo prezzo tende ad avere un impatto immediato sul valore del CAD. In genere, se il prezzo del petrolio sale, anche il CAD si rafforza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Il contrario accade quando il prezzo del petrolio scende. Quotazioni petrolifere più elevate tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale, un altro fattore di sostegno per il CAD.

Sebbene l’inflazione sia tradizionalmente considerata un fattore negativo per una valuta, poiché riduce il valore del denaro, in epoca moderna si è in realtà verificato il contrario con l’allentamento dei controlli sui movimenti di capitale transfrontalieri. Un’inflazione più elevata tende a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando maggiori afflussi di capitale da parte di investitori internazionali alla ricerca di impieghi remunerativi per il proprio denaro. Questo aumenta la domanda della valuta locale, che nel caso del Canada è il dollaro canadese.

I dati macroeconomici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul dollaro canadese. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi, i dati sull’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare la direzione del CAD. Un’economia solida favorisce il dollaro canadese: non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Banca del Canada ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando così la valuta. Se i dati economici sono deboli, invece, è probabile che il CAD si deprezzi.