La sterlina si consolida vicino ai massimi del 16 settembre, poco sotto 1,3400 contro un dollaro USA sottotono

  • GBP/USD mantiene i recenti forti guadagni grazie a una combinazione di fattori favorevoli.
  • Il calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi indebolisce l’USD, mentre le aspettative di un rialzo dei tassi della BoE sostengono la GBP.
  • I rischi geopolitici e una Fed restrittiva potrebbero contribuire a limitare le perdite dell’USD e frenare le quotazioni spot.

La coppia GBP/USD entra in una fase di consolidamento rialzista durante la sessione asiatica di giovedì, scambiando appena sotto quota 1,3400 e vicino al massimo dal 16 settembre, toccato all’inizio di questa settimana. Nel frattempo, il quadro fondamentale sembra favorire i rialzisti e avvalora l’ipotesi di un proseguimento della tendenza al rialzo in atto da una settimana.

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Il dollaro statunitense (USD) fatica ad attrarre acquisti significativi e rimane vicino al minimo di quasi tre settimane registrato martedì, in un contesto di calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi. La sterlina britannica (GBP), invece, è sostenuta dalla crescente convinzione che la Banca d’Inghilterra (BoE) alzerà i tassi di interesse a novembre, rafforzata dall’aumento dell’inflazione al consumo nel Regno Unito al livello più alto degli ultimi 11 mesi a settembre. Questo, a sua volta, sostiene la coppia GBP/USD e conferma le prospettive positive.

Nel frattempo, il premio per il rischio geopolitico rimane rilevante, a fronte del rischio di un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha infatti dichiarato che Teheran è pronta a concedere un’altra possibilità alla diplomazia qualora ravvisi prove concrete della sincera volontà degli Stati Uniti di raggiungere una soluzione giusta. Separatamente, il New York Times ha riferito che Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani per un possibile nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi di metà mandato.

Questo, a sua volta, sostiene i prezzi del petrolio greggio, alimentando i rischi inflazionistici e rafforzando le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed). Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, gli operatori scontano attualmente una probabilità di circa il 90% che la banca centrale statunitense aumenti il costo del denaro a dicembre. Ciò contribuisce a limitare il potenziale ribassista del dollaro, valuta rifugio, e trattiene gli operatori dall’aprire nuove posizioni rialziste sulla coppia GBP/USD o dal posizionarsi in vista di ulteriori guadagni.

Grafico giornaliero di GBP/USD

Chart Analysis GBP/USD

Analisi tecnica

La coppia GBP/USD si colloca appena sopra la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, mantenendo un orientamento di breve termine sostanzialmente neutrale, ma suggerendo al contempo una possibile formazione di una base al di sopra di tale supporto dinamico. Le quotazioni sono compresse tra il ritracciamento di Fibonacci del 50,0% a 1,3404, che funge da resistenza immediata, e quello del 38,2%, più in basso a 1,3341, indicando una fase di consolidamento mentre gli operatori attendono una rottura direzionale più netta.

Più in alto, si individuano resistenze al livello del 61,8%, intorno a 1,3467, e al ritracciamento del 78,6% a 1,3557, prima dell’area del massimo relativo a 1,3672. Al ribasso, il supporto immediato è offerto dalla SMA a 100 giorni a 1,3389, seguita dal ritracciamento del 38,2% a 1,3341. Una rottura al di sotto di quest’ultimo livello esporrebbe il livello del 23,6%, intorno a 1,3263, mentre il minimo strutturale vicino a 1,3137 rappresenta un supporto più distante.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Andamento della sterlina negli ultimi 7 giorni

La tabella seguente mostra la variazione percentuale della sterlina britannica (GBP) rispetto alle principali valute elencate negli ultimi 7 giorni. La sterlina ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro statunitense.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,71% -1,51% -0,08% -1,37% -0,81% -1,98% -1,32%
EUR 0,71% -0,84% 0,59% -0,75% -0,10% -1,28% -0,65%
GBP 1,51% 0,84% 1,40% 0,11% 0,71% -0,54% 0,22%
JPY 0,08% -0,59% -1,40% -1,21% -0,69% -1,87% -1,19%
CAD 1,37% 0,75% -0,11% 1,21% 0,52% -0,67% 0,11%
AUD 0,81% 0,10% -0,71% 0,69% -0,52% -1,17% -0,48%
NZD 1,98% 1,28% 0,54% 1,87% 0,67% 1,17% 0,66%
CHF 1,32% 0,65% -0,22% 1,19% -0,11% 0,48% -0,66%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando la sterlina britannica dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà GBP (valuta base)/USD (valuta quotata).