Previsioni sul prezzo dell’argento: XAG/USD scende sotto 50,50 $ mentre gli Stati Uniti attaccano l’isola iraniana di Qeshm

  • L’argento potrebbe scendere verso il minimo degli ultimi 11 mesi di 48,87 dollari dopo gli attacchi militari segreti degli Stati Uniti contro l’isola iraniana di Qeshm.
  • Le tensioni in Medio Oriente e gli elevati prezzi dell’energia alimentano i timori per l’inflazione, mantenendo al 73% la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre.
  • Le liquidazioni dei titoli tecnologici e l’incertezza sulle elezioni statunitensi di metà mandato esercitano ulteriori pressioni al ribasso sui metalli preziosi.

Il prezzo dell’argento (XAG/USD) arretra dopo i modesti guadagni della giornata precedente e si attesta intorno a 50,30 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di martedì. Le quotazioni dell’argento restano vicine al minimo degli ultimi 11 mesi di 48,87 dollari l’oncia, toccato il 30 ottobre, mentre sul mercato crescono i timori per le forniture di petrolio dopo un attacco degli Stati Uniti contro l’isola iraniana di Qeshm.

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Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il raid di lunedì fa parte di una serie segreta di attacchi limitati condotti da Washington contro obiettivi iraniani nelle ultime settimane. Le azioni militari arrivano poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ridimensionato le aspettative di una ripresa della guerra su vasta scala con l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di martedì.

Nel frattempo, l’emittente statale iraniana Press TV ha riferito che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran ha intercettato e abbattuto due droni statunitensi MQM-170 a sud dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, oltre a distruggere il 55º drone statunitense MQ-9 a est di questa strategica via marittima.

I metalli preziosi, tra cui l’argento, hanno subito persistenti pressioni di vendita per tutto l’anno, poiché il protrarsi delle ostilità in Medio Oriente ha fatto aumentare i costi energetici e accentuato i rischi inflazionistici. In risposta, le banche centrali hanno mantenuto un orientamento restrittivo della politica monetaria, mentre lo strumento FedWatch del CME indica attualmente una probabilità di circa il 73% di un rialzo dei tassi da parte della Fed statunitense a dicembre.

Un’ondata generalizzata di vendite a livello mondiale sui titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale ha innescato diffuse liquidazioni di attività sui mercati globali. Allo stesso tempo, gli operatori di mercato seguono le elezioni statunitensi di metà mandato, nelle quali l’amministrazione Trump e il Partito Repubblicano sono sottoposti a un crescente scrutinio politico per gli elevati prezzi dell’energia e i timori legati all’inflazione.

I mercati guardano alle elezioni statunitensi di metà mandato mentre i democratici guadagnano terreno

Gli strateghi di Brown Brothers Harriman osservano che l’attenzione si sta spostando sulle elezioni statunitensi di metà mandato di martedì, con i pronostici elettorali sempre più favorevoli al Partito Democratico. Sottolineano che «è opinione diffusa che i democratici conquisteranno la Camera dei rappresentanti», mentre «la corsa per il controllo del Senato è molto più incerta, ma la tendenza favorisce il Partito Democratico», evidenziando le aspettative di un possibile cambiamento negli equilibri di potere al Congresso.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Pur essendo meno popolare dell’oro, l’argento può attrarre gli operatori per diversificare il portafoglio di investimento, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. Il suo andamento dipende anche da quello del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole può favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre una diminuzione tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i grandi comparti industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei prezzi.

I prezzi dell’argento tendono a seguire l’andamento dell’oro. Quando le quotazioni dell’oro salgono, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.