
Mercoledì l’argento (XAG/USD) attira nuove vendite in prossimità di 54,60 dollari, interrompendo il recupero della seduta precedente dall’area di 52,70-52,65 dollari, il livello più basso da novembre 2025. Il metallo bianco mantiene le perdite intragiornaliere sotto quota 54,00 dollari nella prima parte della sessione europea, mentre gli operatori attendono l’esito della riunione di due giorni del FOMC.

La Federal Reserve statunitense (Fed) annuncerà la propria decisione più tardi, durante la sessione americana, e secondo le attese ampiamente condivise manterrà i tassi invariati. Gli operatori esamineranno quindi attentamente il comunicato di politica monetaria e le dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, durante la conferenza stampa successiva alla riunione, alla ricerca di ulteriori indicazioni sul percorso della politica monetaria. Queste prospettive orienteranno il dollaro statunitense (USD) e daranno nuovo impulso a XAG/USD in vista degli importanti dati macroeconomici statunitensi in uscita giovedì: la stima preliminare del PIL del terzo trimestre e l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE).
Le oscillazioni dei prezzi in entrambe le direzioni dall’inizio della settimana potrebbero essere interpretate come una fase di consolidamento ribassista, successiva alla recente rottura al ribasso di un solido supporto orizzontale vicino alla soglia psicologica di 55,00 dollari, che dovrebbe ora fungere da prima forte resistenza. Nel frattempo, l’indicatore Moving Average Convergence Divergence (MACD) sta passando in territorio positivo sopra la linea dello zero, segnalando uno slancio rialzista emergente ma ancora fragile, mentre l’indice di forza relativa (RSI) si riprende dall’area di ipervenduto, pur rimanendo sotto quota 50, a conferma di un potenziale rialzista limitato.
Tuttavia, un rialzo duraturo oltre quota 55,00 dollari potrebbe innescare una decisa ricopertura delle posizioni corte e spingere XAG/USD oltre quota 56,00 dollari, verso l’ostacolo intermedio di 56,40 dollari, per poi puntare a 57,00 dollari e alla media mobile semplice (SMA) a 100 periodi sul grafico a 4 ore. Quest’ultima si colloca a 57,55 dollari e i rialzisti dovrebbero riconquistarla per attenuare la pressione ribassista di fondo, aprendo così la strada a una ripresa più duratura. Ciononostante, XAG/USD resta vulnerabile a ulteriori cali finché si mantiene sotto la resistenza chiave di 57,55 dollari.
Al ribasso, gli operatori ribassisti su XAG/USD potrebbero ora attendere una conferma della debolezza sotto 53,50 dollari prima di posizionarsi per ulteriori perdite verso quota 53,00 dollari. La rottura di questo livello esporrebbe i minimi da inizio anno, nell’area di 52,70-52,65 dollari, toccati martedì.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono puntare sull’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi quotati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare in funzione di numerosi fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. Le sue oscillazioni dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria, considerando che l’argento è molto più abbondante dell’oro, e i tassi di riciclo possono incidere sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre una contrazione tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali impiegano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, dato il loro analogo ruolo di beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.