
Giovedì il dollaro neozelandese (NZD) perde terreno rispetto alle principali valute. Nella sessione europea la valuta oceanica cede lo 0,25%, portandosi intorno a 0,5679 contro il dollaro statunitense (USD).

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro neozelandese (NZD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro neozelandese ha registrato la performance peggiore nei confronti dello yen giapponese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,14% | 0,10% | -0,82% | -0,11% | 0,27% | 0,42% | -0,39% | |
| EUR | -0,14% | -0,05% | -0,95% | -0,29% | 0,12% | 0,27% | -0,57% | |
| GBP | -0,10% | 0,05% | -0,92% | -0,25% | 0,16% | 0,31% | -0,50% | |
| JPY | 0,82% | 0,95% | 0,92% | 0,69% | 1,08% | 1,20% | 0,41% | |
| CAD | 0,11% | 0,29% | 0,25% | -0,69% | 0,39% | 0,55% | -0,28% | |
| AUD | -0,27% | -0,12% | -0,16% | -1,08% | -0,39% | 0,13% | -0,67% | |
| NZD | -0,42% | -0,27% | -0,31% | -1,20% | -0,55% | -0,13% | -0,78% | |
| CHF | 0,39% | 0,57% | 0,50% | -0,41% | 0,28% | 0,67% | 0,78% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga in alto. Ad esempio, scegliendo il dollaro neozelandese nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà il cambio NZD (valuta base)/USD (valuta quotata).
I dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) della Nuova Zelanda (NZ) relativi al terzo trimestre, inferiori alle attese, hanno pesato sul dollaro neozelandese.
Gli strategist di Brown Brothers Harriman (BBH) osservano che il CPI neozelandese del terzo trimestre «è risultato inferiore alle aspettative», con l’indice complessivo in aumento dello «0,7% su base trimestrale rispetto all’1,5% del secondo trimestre, al di sotto dell’incremento dello 0,8% previsto dal consenso e dalla RBNZ».
Nonostante la sorpresa al ribasso, BBH sostiene che «l’inflazione superiore all’obiettivo e i prezzi del petrolio ancora elevati depongono a favore di ulteriori rialzi dei tassi da parte della RBNZ». Gli strategist sottolineano che «la curva degli swap sconta una probabilità dell’85% di un rialzo dei tassi della RBNZ di 25 punti base, al 3,00%, il 28 ottobre e una stretta di oltre 100 punti base nei prossimi dodici mesi, fino al 3,75%, vicino al limite superiore dell’intervallo neutrale stimato dalla RBNZ, pari al 2,20%-4,10%».
Nel frattempo, anche i segnali di recupero del dollaro statunitense hanno pesato sul cambio del Kiwi. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, risale verso 101,66 dopo essere tornato sui minimi di tre settimane, intorno a 101,45.
Nei prossimi giorni gli investitori si concentreranno sui dati preliminari degli indici PMI statunitensi di S&P Global relativi a ottobre, la cui pubblicazione è prevista per venerdì.

Al momento della stesura, NZD/USD è scambiato a 0,5678. La coppia si è riportata al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, a 0,5661, orientando l’impostazione di breve termine in senso moderatamente rialzista, poiché il prezzo si mantiene ora sopra questo indicatore della tendenza di breve periodo. L’indice di forza relativa (RSI), vicino a 51 sul grafico giornaliero, è tornato in territorio da neutrale a positivo, suggerendo che la pressione ribassista si è attenuata e che la coppia potrebbe proseguire il recupero finché rimarrà sostenuta al di sopra dell’EMA.
Al ribasso, il primo supporto è rappresentato dall’EMA a 20 giorni a 0,5661: una rottura di questo livello comprometterebbe la nascente impostazione favorevole e riaprirebbe la strada verso i minimi recenti. Finché NZD/USD si manterrà al di sopra di questa media mobile, è probabile che gli acquirenti intervengano per contenere i ribassi. L’attenzione resta quindi sulla capacità della coppia di costruire una base per un rimbalzo più duraturo nelle prossime sessioni.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’indice dei prezzi al consumo (CPI), pubblicato trimestralmente da Statistics New Zealand, misura le variazioni dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie neozelandesi. Il CPI è un indicatore fondamentale per misurare l’inflazione e i cambiamenti nelle tendenze di acquisto. Il dato su base trimestrale confronta i prezzi del trimestre di riferimento con quelli del trimestre precedente. Un valore elevato è considerato rialzista per il dollaro neozelandese (NZD), mentre un valore basso è considerato ribassista.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mer 21 ott 2026 21:45
Frequenza: Trimestrale
Dato effettivo: 0,7%
Consenso: 0,8%
Dato precedente: 1,5%
Fonte:Stats NZ
Poiché l’obiettivo di inflazione della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) si colloca intorno al punto medio del 2%, la pubblicazione trimestrale dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) da parte di Statistics New Zealand riveste grande importanza. L’andamento dei prezzi al consumo tende a influenzare le decisioni della RBNZ sui tassi di interesse, che a loro volta incidono notevolmente sul valore del NZD. Un’accelerazione dell’inflazione potrebbe indurre la RBNZ ad aumentare i tassi più rapidamente, e viceversa. Dati superiori alle previsioni favoriscono un andamento rialzista del NZD.