
Sim Moh Siong e Christopher Wong di OCBC ritengono che il rimbalzo dell’oro resti incerto nonostante il calo dei prezzi del petrolio, mentre la più ampia riduzione della leva finanziaria continua a pesare sulle quotazioni. Un posizionamento meno sbilanciato e la tenuta delle consistenze degli ETF offrono margini di recupero, ma l’elevata domanda di copertura dai ribassi segnala un clima ancora difensivo. I due analisti evidenziano i principali livelli tecnici, sottolineando che lo slancio ribassista appare ormai eccessivo e che, per ripristinare la fiducia, è necessario riconquistare resistenze più elevate.

«L’oro ha recuperato parte del terreno perso poiché il calo dei prezzi del petrolio ha attenuato i timori per l’inflazione, anche se il rimbalzo resta incerto.»
«Come evidenziato nel nostro ultimo rapporto di monitoraggio sui metalli preziosi: Alla ricerca di un minimo (26 ottobre), il fatto che la scorsa settimana l’oro non abbia beneficiato del calo dei rendimenti dei Treasury suggerisce che la più ampia riduzione della leva finanziaria e gli aggiustamenti delle posizioni continuano a pesare sulle quotazioni.»
«Sebbene il posizionamento speculativo sia diventato meno sbilanciato e le consistenze degli ETF continuino a tenere, l’aumento della domanda di protezione dai ribassi suggerisce che il clima rimane difensivo.»
«L’attenzione si sposta ora sul FOMC (alle 02:00 SGT), da cui ci si attende ampiamente una conferma dei tassi, ma sarà importante capire in che misura i responsabili della politica monetaria lasceranno aperta la porta a un ulteriore inasprimento. Il dato PCE di fondo di giovedì offrirà un’altra verifica delle prospettive d’inflazione, mentre i risultati dei colossi tecnologici potrebbero influenzare la propensione generale al rischio e le pressioni di liquidazione delle posizioni.»
«Guardando oltre questa settimana, il nostro studio storico suggerisce che l’oro si è spesso rafforzato nei mesi successivi alle elezioni statunitensi di metà mandato, anche se l’ampia variabilità dei risultati offre scarse garanzie di un rialzo duraturo.»
«Conteranno di più la combinazione delle politiche adottate dopo le elezioni e le relative implicazioni per i rendimenti e il dollaro statunitense. Per ora, un posizionamento meno sbilanciato lascia spazio a un recupero più marcato qualora le condizioni macroeconomiche migliorassero, ma non si può escludere un ulteriore consolidamento finché la pressione di vendita non mostrerà segnali più chiari di attenuazione.»
«Sul grafico giornaliero permane un moderato slancio ribassista, ma l’RSI si sta avvicinando alla zona di ipervenduto, suggerendo che la spinta al ribasso stia diventando eccessiva. Per ora, tuttavia, vi sono pochi segnali di un’inversione duratura. Il supporto chiave si trova nell’area 3.940/60 (minimi di giugno/luglio). Al di sotto, l’attenzione si sposta sui livelli di 3.810 e 3.600. Le resistenze si collocano a 4.080 e 4.130 (media mobile a 21 giorni). Per ripristinare la fiducia, l’oro deve riconquistare l’area 4.280/90 (ritracciamento di Fibonacci del 50% del movimento dal minimo di aprile 2025 al massimo del 2026 e media mobile a 50 giorni).»
(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)