
Francesco Pesole di ING evidenzia nuove pressioni sui titoli di Stato francesi, con lo spread decennale OAT-Bund vicino ai massimi di inizio ottobre, mentre i timori sul bilancio e le tensioni sociali pesano sul sentiment. EUR/CHF è considerato il principale canale di trasmissione del rischio francese al mercato dei cambi, con rischi di ribasso al di sotto di un supporto chiave, mentre EUR/USD potrebbe consolidare ed EUR/GBP subisce pressioni di vendita in un contesto di forza della sterlina e aspettative di una stretta monetaria da parte della BoE.

«I titoli di Stato francesi hanno subito nuove vendite ieri, con lo spread decennale OAT-Bund che a un certo punto si è ampliato fino a 157 punti base, vicino al massimo di 159 punti base del 2 ottobre. Ai persistenti timori sul bilancio si aggiungono chiaramente le crescenti tensioni sociali. Il nostro economista che segue la Francia analizza qui le potenziali implicazioni economiche dei disordini».
«Con EUR/USD condizionato da una dinamica piuttosto debole del dollaro statunitense, EUR/CHF rimane il canale più evidente di trasmissione del rischio francese al mercato dei cambi. Ieri si è assistito a un altro tentativo di rottura al ribasso, con un supporto emerso nuovamente intorno a 0,9230, vicino alla media mobile a 200 giorni. Una rottura al di sotto di questo livello potrebbe provocare un gap ribassista sotto 0,920».
«Su questo cambio i rischi restano orientati al ribasso. Per EUR/USD potremmo assistere a un ulteriore consolidamento nell’intervallo 1,120-1,125».
«Anche EUR/GBP continua a mostrare intense pressioni di vendita, dopo essere sceso sotto 0,840. Sebbene il rischio francese contribuisca a questa dinamica, la sterlina si sta distinguendo tra le valute del G10 per la sua performance superiore. I mercati stanno puntando su prospettive favorevoli per la crescita britannica e su una stretta monetaria della BoE, insieme alle aspettative che la manovra di bilancio della prossima settimana non riservi vere sorprese (ecco cosa potrebbe andare storto)».
«Sebbene un rialzo dei tassi da parte della BoE a novembre appaia ora probabile, a nostro avviso le aspettative di una stretta complessiva di 100 punti base entro giugno restano decisamente eccessive. Alla luce dei parametri di valutazione di breve termine, il rialzo della sterlina appare eccessivo e ravvisiamo rischi crescenti di correzione, sia nei confronti dell’euro sia del dollaro statunitense».
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)