
La coppia EUR/USD prosegue il discreto rimbalzo della giornata precedente dall’area di 1,1100, nuovo minimo da maggio 2025, e venerdì guadagna terreno per il terzo giorno consecutivo. Lo slancio porta le quotazioni spot ulteriormente al di sopra di 1,1200 durante la sessione asiatica, sostenuto da una combinazione di fattori.

La moneta unica beneficia dell’orientamento restrittivo della Banca centrale europea (BCE), che segnala come un rialzo dei tassi a dicembre resti un’ipotesi concreta, a fronte dei crescenti rischi inflazionistici legati all’impennata dei costi energetici. Il dollaro statunitense (USD) prosegue il ripiegamento dai massimi di due settimane, tra le speranze di progressi diplomatici in Medio Oriente e un forte calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi, fornendo un ulteriore impulso alla coppia EUR/USD.
Tra gli ultimi sviluppi, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha inviato una lettera direttamente al segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, nel tentativo di riavviare i negoziati di pace. Inoltre, i mediatori del Qatar hanno presentato all’Iran una nuova bozza di accordo per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele. Gli investitori restano tuttavia cauti di fronte all’intensificarsi delle ostilità tra gli Houthi in Yemen e l’Arabia Saudita.
Nel frattempo, giovedì la marina iraniana ha affermato che quattro petroliere hanno urtato mine navali nello Stretto di Hormuz, alimentando i timori di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente. L’incertezza continua a mantenere elevate le quotazioni del petrolio greggio, alimentando i timori inflazionistici e rafforzando le aspettative di un orientamento restrittivo della Federal Reserve (Fed) statunitense. Ciò potrebbe contribuire a limitare le perdite del dollaro USA e a frenare eventuali rialzi significativi della coppia EUR/USD.
Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, gli operatori scontano attualmente una probabilità di circa il 75% che la banca centrale statunitense aumenti nuovamente il costo del denaro a dicembre. Queste aspettative sono state confermate dai dati macroeconomici statunitensi di giovedì, che hanno mostrato un’accelerazione della crescita economica al 3,4% su base annualizzata nel trimestre luglio-settembre e un’inflazione rimasta al di sopra dell’obiettivo del 2% della banca centrale a settembre.
Il quadro fondamentale appena descritto avvalora l’ipotesi di un ritorno degli acquisti di dollari USA sui ribassi. Sarebbe quindi prudente attendere acquisti consistenti che diano seguito al rialzo prima di confermare che la coppia EUR/USD abbia segnato un minimo di breve periodo e assumere posizioni in vista di ulteriori guadagni. Gli operatori guardano ora alla prima stima della crescita del PIL dell’area euro nel terzo trimestre e ai dati sull’inflazione al consumo per individuare opportunità di breve termine.
Il recupero della coppia EUR/USD si arresta in prossimità della media mobile esponenziale (EMA) a 100 periodi sul grafico a 4 ore. L’incapacità di riportarsi al di sopra di questa EMA suggerisce che le quotazioni spot restano frenate nel breve termine, nonostante i recenti e ripetuti rimbalzi in prossimità della soglia tonda di 1,1100. Sarebbe quindi necessaria una rottura stabile al di sopra dell’EMA a 100 periodi, a 1,1211, per attenuare la pressione ribassista e consentire una fase di recupero più solida.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro USA ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro neozelandese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,14% | -0,11% | -0,19% | -0,16% | -0,07% | 0,00% | -0,39% | |
| EUR | 0,14% | 0,02% | -0,02% | -0,00% | 0,09% | 0,16% | -0,25% | |
| GBP | 0,11% | -0,02% | -0,04% | -0,04% | 0,07% | 0,11% | -0,28% | |
| JPY | 0,19% | 0,02% | 0,04% | 0,00% | 0,09% | 0,15% | -0,24% | |
| CAD | 0,16% | 0,00% | 0,04% | -0,00% | 0,08% | 0,15% | -0,24% | |
| AUD | 0,07% | -0,09% | -0,07% | -0,09% | -0,08% | 0,05% | -0,33% | |
| NZD | -0,00% | -0,16% | -0,11% | -0,15% | -0,15% | -0,05% | -0,38% | |
| CHF | 0,39% | 0,25% | 0,28% | 0,24% | 0,24% | 0,33% | 0,38% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).