
Derek Halpenny di MUFG evidenzia la persistente debolezza dell’euro, osservando che la valuta resta la peggiore del G10 per performance questo mese, nonostante il restringimento dello spread OAT/Bund e differenziali swap più favorevoli. L’analisi collega il rinnovato ribasso di EUR/USD all’aumento dei prezzi del gas naturale e al crescente scetticismo degli investitori sulla capacità dell’economia europea di resistere allo shock dei prezzi energetici in corso.
«Per l’euro, il significativo restringimento dello spread OAT/Bund ha fatto ben poco per attirare acquirenti sul mercato, a conferma del persistente sentiment negativo e della dinamica ribassista».

«Per gran parte degli ultimi mesi, l’aumento dei prezzi del gas naturale ha avuto un impatto limitato sull’euro, sostenuto dal rafforzamento delle aspettative di rialzi dei tassi della BCE».
«Tuttavia, EUR/USD sta ora tornando a scendere, nonostante dal 5 ottobre il differenziale swap a 2 anni si sia mosso di quasi 15 punti base a favore dell’euro».
«L’economia europea ha finora dimostrato resilienza allo shock dei prezzi energetici, ma gli investitori sono sempre più scettici sulla possibilità che tale resilienza perduri».
«L’attenzione sembra essersi spostata dai rischi immediati legati agli OAT al rischio per l’economia derivante dall’aumento dei prezzi energetici, in particolare di quelli del gas naturale».
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)