La presidente della BCE Lagarde si dimetterà il 7 febbraio 2027

La Banca centrale europea (BCE) ha annunciato giovedì che la presidente Christine Lagarde ha informato il Consiglio direttivo che si dimetterà dal suo incarico il 7 febbraio 2027.

Secondo il comunicato stampa, il successore della presidente Lagarde sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura di nomina prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Citando una fonte a conoscenza della questione, Reuters ha riferito che Lagarde ha deciso di dimettersi perché «non poteva più rimanere neutrale sulla politica francese e desiderava maggiore libertà di esprimere le proprie opinioni».

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Reazione del mercato

La notizia non sembra avere un impatto significativo sulle quotazioni dell’euro in attesa degli annunci di politica monetaria della BCE. Al momento della pubblicazione, EUR/USD era scambiato a 1,1150, pressoché invariato su base giornaliera.

Domande frequenti sulla BCE

La Banca centrale europea (BCE), con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’area dell’euro. La BCE stabilisce i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria dell’area. Il mandato principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, il che significa mantenere l’inflazione intorno al 2%. Il suo principale strumento per raggiungere questo obiettivo consiste nell’aumentare o ridurre i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati si traducono solitamente in un euro più forte, e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria nel corso di riunioni che si tengono otto volte all’anno. Le decisioni sono prese dai governatori delle banche centrali nazionali dell’area dell’euro e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE, Christine Lagarde.

In situazioni estreme, la Banca centrale europea può ricorrere a uno strumento di politica monetaria chiamato allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE). Il QE è il processo attraverso il quale la BCE stampa euro e li utilizza per acquistare attività finanziarie, solitamente titoli di Stato o obbligazioni societarie, da banche e altre istituzioni finanziarie. Il QE si traduce solitamente in un indebolimento dell’euro. Il QE rappresenta l’ultima risorsa quando è improbabile che la sola riduzione dei tassi di interesse consenta di raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi. La BCE vi ha fatto ricorso durante la grande crisi finanziaria del 2009-2011, nel 2015, quando l’inflazione rimaneva persistentemente bassa, e durante la pandemia di Covid.

La stretta quantitativa (Quantitative Tightening, QT) è il processo inverso rispetto al QE. Viene attuata dopo il QE, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione inizia a salire. Mentre con il QE la Banca centrale europea (BCE) acquista titoli di Stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie per fornire loro liquidità, con il QT la BCE smette di acquistare ulteriori obbligazioni e di reinvestire il capitale rimborsato alla scadenza dei titoli già in portafoglio. Di solito ha un effetto positivo, o rialzista, sull’euro.