I futures sul Dow Jones salgono grazie all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente e alle attese di una pausa della Fed sui tassi

  • I futures sugli indici statunitensi mostrano un andamento contrastato, mentre gli operatori di mercato seguono con attenzione il conflitto in corso in Medio Oriente e le oscillazioni dei prezzi del petrolio.
  • I trader si aspettano in larga misura che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati a ottobre, prima di un possibile rialzo a dicembre.
  • Wall Street si prepara alla pubblicazione dei risultati dei grandi gruppi tecnologici, tra cui Amazon, Alphabet, Microsoft e Intel.

I futures sul Dow Jones guadagnano lo 0,32%, attestandosi intorno a 52.560 durante la sessione europea di lunedì. I futures sull’S&P 500 salgono dello 0,14% e si scambiano intorno a 7.670, mentre quelli sul Nasdaq 100 cedono lo 0,13%, portandosi in prossimità di 29.080.

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I futures azionari statunitensi registrano un andamento contrastato, mentre gli investitori monitorano da vicino le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Le tensioni si sono brevemente allentate quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso un’azione militare immediata contro l’Iran, dichiarando che «oggi non ci sarà alcun attacco», secondo quanto riferito da Al Jazeera. Tuttavia, le preoccupazioni per la regione sono rimaste elevate dopo che domenica gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che continueranno a colpire l’aeroporto Re Khalid di Riad, in Arabia Saudita, come riportato da Reuters. L’annuncio è arrivato poche ore dopo che le autorità saudite avevano confermato la ripresa dei voli nell’aeroporto nonostante i ripetuti attacchi.

Sul fronte della politica monetaria, i mercati finanziari si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella prossima riunione di ottobre, prima di procedere a un eventuale ulteriore rialzo a dicembre. Secondo il CME FedWatch Tool, le quotazioni di mercato implicano attualmente una probabilità del 90,6% che i tassi restino invariati alla riunione di politica monetaria del 27–28 ottobre e una probabilità del 79,7% di un rialzo a dicembre.

Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in perdita per la seconda settimana consecutiva, penalizzata dai crescenti timori del mercato per le ingenti spese nell’intelligenza artificiale e dall’aumento dei prezzi del petrolio. Guardando ai prossimi appuntamenti societari, l’attenzione si sposta sul settore tecnologico, dove gli investitori si preparano alla pubblicazione dei principali risultati trimestrali di colossi come Amazon, Alphabet, Microsoft e Intel.

Trimestrali dell’IA: un banco di prova che potrebbe contendere al FOMC l’attenzione dei mercati

Gli strategist di Deutsche Bank indicano l’intelligenza artificiale come uno dei temi chiave per i mercati questa settimana, sostenendo che le prossime trimestrali dei gruppi tecnologici statunitensi offriranno «un banco di prova di insolita importanza per le recenti preoccupazioni sul settore». Ricordano che Alphabet e Microsoft pubblicheranno i risultati mercoledì, seguite da Amazon giovedì, e avvertono che la reazione del mercato a questi risultati e, in particolare, «agli ultimi piani di spesa in conto capitale potrebbe contendere alla riunione del FOMC di mercoledì il ruolo di evento principale».

Domande frequenti sul Dow Jones

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione di mercato. Si calcola sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il risultato per un fattore, attualmente pari a 0,152. L’indice è stato creato da Charles Dow, che ha fondato anche il Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua rappresentatività limitata, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.

Diversi fattori influenzano l’andamento del Dow Jones Industrial Average (DJIA). Il principale è la performance complessiva delle società che lo compongono, illustrata nei risultati trimestrali. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono, poiché incidono sul sentiment degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, fissato dalla Federal Reserve (Fed), influenza a sua volta il DJIA, in quanto determina il costo del credito, da cui molte società dipendono fortemente. Di conseguenza, anche l’inflazione può rappresentare un fattore determinante, così come altri indicatori che incidono sulle decisioni della Fed.

La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) con quella del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e seguire soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. I volumi costituiscono un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi dell’analisi dei massimi e dei minimi. La teoria di Dow distingue tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più informati iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando interviene la platea più ampia degli investitori; e distribuzione, quando gli investitori più informati escono dal mercato.

Esistono diversi modi per fare trading sul DJIA. Uno consiste nell’utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, anziché dover acquistare le azioni di tutte e 30 le società che lo compongono. Un esempio di riferimento è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA permettono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di azioni del DJIA, offrendo così un’esposizione all’indice nel suo complesso.