
L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore dei servizi cinese scende a 50,8 a ottobre da 51,6 di settembre, secondo gli ultimi dati pubblicati mercoledì da RatingDog.
Il dollaro australiano, considerato un indicatore indiretto dell’andamento dell’economia cinese, resta sostenuto dopo il calo del PMI dei servizi cinese di RatingDog. Al momento della stesura, il cambio AUD/USD registra un rialzo giornaliero dello 0,15% a 0,6975.
Uno dei fattori più significativi per il dollaro australiano (AUD) è il livello dei tassi di interesse fissati dalla Reserve Bank of Australia (RBA). Poiché l’Australia è un Paese ricco di risorse naturali, un altro fattore chiave è il prezzo del minerale di ferro, la sua principale esportazione. Contano anche lo stato di salute dell’economia cinese, il principale partner commerciale dell’Australia, nonché l’inflazione australiana, il tasso di crescita del Paese e la bilancia commerciale. Anche il sentiment di mercato influisce: la propensione degli investitori ad acquistare attività più rischiose (risk-on) o a cercare beni rifugio (risk-off) incide sull’AUD, che beneficia di un clima di propensione al rischio.
La Reserve Bank of Australia (RBA) influenza il dollaro australiano (AUD) fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche australiane possono prestarsi denaro a vicenda. Questo incide sul livello dei tassi di interesse nell’intera economia. L’obiettivo principale della RBA è mantenere l’inflazione stabile al 2-3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi relativamente elevati rispetto a quelli delle altre principali banche centrali sostengono l’AUD, mentre tassi relativamente bassi hanno l’effetto opposto. La RBA può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo penalizza l’AUD, mentre la seconda lo sostiene.
La Cina è il principale partner commerciale dell’Australia, perciò lo stato di salute della sua economia ha un’influenza significativa sul valore del dollaro australiano (AUD). Quando l’economia cinese va bene, la Cina acquista più materie prime, beni e servizi dall’Australia, facendo aumentare la domanda di AUD e spingendone al rialzo il valore. Accade il contrario quando l’economia cinese non cresce al ritmo atteso. Le sorprese positive o negative nei dati sulla crescita cinese hanno quindi spesso un impatto diretto sul dollaro australiano e sui cambi che lo coinvolgono.
Il minerale di ferro è la principale esportazione dell’Australia, per un valore di 118 miliardi di dollari l’anno secondo i dati del 2021, e la Cina ne è la principale destinazione. Il prezzo del minerale di ferro può quindi influenzare l’andamento del dollaro australiano. In genere, se il prezzo del minerale di ferro sale, anche l’AUD si apprezza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Accade il contrario se il prezzo del minerale di ferro scende. Prezzi più elevati del minerale di ferro tendono inoltre ad aumentare la probabilità che l’Australia registri un saldo commerciale positivo, un altro fattore favorevole all’AUD.
La bilancia commerciale, ossia la differenza tra quanto un Paese incassa dalle esportazioni e quanto paga per le importazioni, è un altro fattore che può influenzare il valore del dollaro australiano. Se l’Australia esporta prodotti molto richiesti, la sua valuta si apprezza per il solo effetto della maggiore domanda generata dagli acquirenti esteri interessati alle sue esportazioni rispetto alla domanda di valuta estera necessaria per pagare le importazioni. Un saldo commerciale positivo rafforza quindi l’AUD, mentre un saldo negativo ha l’effetto opposto.
