Previsioni sul cambio AUD/JPY: scende verso 110,00, mantenendo un orientamento ribassista sotto la SMA a 100 giorni

  • AUD/JPY arretra verso 110,10 nelle prime ore della sessione europea di venerdì.
  • L’inflazione CPI giapponese ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ per la prima volta quest’anno, rafforzando le ragioni a favore di un rialzo dei tassi nel breve termine.
  • Il cross mantiene un’impostazione ribassista al di sotto della SMA a 100 giorni.
  • Il primo obiettivo al ribasso da monitorare è 109,20; la resistenza immediata si colloca nell’area 111,00-111,10.

Il cross AUD/JPY scambia in territorio negativo intorno a 110,10 nelle prime ore della sessione europea di venerdì. Lo yen giapponese (JPY) si rafforza leggermente rispetto al dollaro australiano (AUD), mentre l’inflazione misurata dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone supera l’obiettivo della Banca del Giappone (BoJ) per la prima volta in nove mesi, avvalorando l’ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, già ampiamente atteso.

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Secondo i dati pubblicati venerdì dall’Ufficio di statistica del Giappone, il CPI nazionale è salito del 2,1% su base annua a settembre, rispetto all’aumento dell’1,9% di agosto. Inoltre, il CPI core, che esclude i prodotti alimentari freschi dai prezzi volatili ma include i costi dei carburanti, è aumentato del 2,1% su base annua a settembre, rispetto all’1,8% di agosto. Il dato è risultato in linea con le attese di consenso.

Il CPI che esclude sia i prodotti alimentari freschi sia l’energia, seguito attentamente dalla BoJ in quanto indicatore più rappresentativo delle pressioni sui prezzi alimentate dalla domanda, è salito del 2,4% su base annua a settembre, dopo l’aumento del 2,0% di agosto.

La maggioranza degli economisti interpellati da Reuters prevede tassi invariati la prossima settimana, seguiti da un rialzo di un quarto di punto percentuale nella successiva riunione di dicembre.

BoJ attesa ferma all’1,25%, ma il tono restrittivo mantiene aperto il dibattito sul prossimo rialzo

Gli analisti di Standard Chartered si aspettano che la BoJ «mantenga il tasso di riferimento invariato all’1,25% nella riunione del 29-30 ottobre, dopo il rialzo di 25 punti base di settembre», ma sottolineano che l’orientamento resterà tutt’altro che neutrale. Scrivono: «Ci aspettiamo che i responsabili della politica monetaria mantengano un tono chiaramente restrittivo», osservando che «il dibattito si sta spostando sempre più dal se la BoJ alzerà nuovamente i tassi al quando avverrà il prossimo rialzo». A loro avviso, «sebbene un intervento sia ora possibile già nella riunione di dicembre, gennaio 2027 resta il nostro scenario di base per il prossimo rialzo». Al contempo, Standard Chartered sostiene che «la BoJ ha un incentivo a proseguire la normalizzazione della politica monetaria per sostenere i differenziali di rendimento e ridurre il rischio di un nuovo indebolimento dello JPY, soprattutto se la Fed riprendesse la stretta o mantenesse un orientamento restrittivo più a lungo del previsto».

Himino della BoJ segnala investimenti trainati dall’IA e crescenti rischi d’inflazione, mentre le prospettive per lo yen riflettono un orientamento più restrittivo

Himino della BoJ ottiene un punteggio di 8,2/10 su FXS Speechtracker, esattamente in linea con la media storica, ma il tono è chiaramente più restrittivo, mentre l’inflazione di fondo si avvicina all’obiettivo del 2% e le aspettative continuano a salire. La forte domanda legata all’intelligenza artificiale, che sostiene gli investimenti in conto capitale e le esportazioni, unita a bassi tassi reali e a una rapida espansione del credito bancario, evidenzia come le condizioni accomodanti siano sempre meno coerenti con i rischi al rialzo per i prezzi sottolineati nel discorso.

L’avvertimento secondo cui rinviare le modifiche alla politica monetaria potrebbe innescare rischi inflazionistici e danneggiare l’economia rafforza l’orientamento verso una normalizzazione più tempestiva, a sostegno dello yen nel medio termine. L’enfasi sul fatto che la stabilità dei prezzi, ottenuta attraverso una politica monetaria adeguata, favorirebbe la crescita sostenibile del Giappone suggerisce che la BoJ sia disposta ad accettare condizioni più restrittive in futuro, anche se le mosse a breve termine restano dipendenti dai dati.

Chart Analysis AUD/JPY


Analisi tecnica: le prospettive per AUD/JPY restano negative al di sotto della SMA a 100 giorni

Nel grafico giornaliero, AUD/JPY mantiene un’impostazione ribassista nel breve termine, con le quotazioni spot al di sotto della banda centrale di Bollinger e nettamente inferiori alla media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. La banda superiore di Bollinger costituisce un’ulteriore area di pressione in vendita, suggerendo che i rialzi potrebbero arrestarsi prima di mettere alla prova la linea di tendenza di medio termine rappresentata dalla SMA a 100 giorni. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 45,43, si colloca appena al di sotto del livello neutrale, segnalando uno slancio rialzista contenuto e rafforzando l’ipotesi di un rimbalzo correttivo all’interno di una fase ribassista più ampia, anziché di un’inversione di tendenza.

Al ribasso, il primo livello di supporto si colloca in corrispondenza della banda inferiore di Bollinger, intorno a 109,20, seguito dal minimo del 15 ottobre a 108,64. Una rottura decisa al di sotto di questo livello aprirebbe la strada a un calo più marcato verso il minimo del 13 febbraio a 107,69.

Al rialzo, la resistenza immediata si trova nell’area 111,00-111,10, che comprende il livello psicologico e la banda superiore di Bollinger. Una chiusura giornaliera al di sopra di quest’ultima potrebbe aprire la strada alla SMA a 100 giorni a 112,05, per poi puntare al massimo del 16 giugno a 113,55 e successivamente al massimo del 27 luglio a 114,67. 

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in larga misura dall’andamento dell’economia giapponese, ma più nello specifico, tra gli altri fattori, dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, pertanto le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati valutari, generalmente per ridurre il valore dello yen, anche se evita di farlo spesso a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultraespansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre maggiori banche centrali. Più di recente, il graduale abbandono di questa politica ultraespansiva ha fornito un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultraespansiva ha determinato una crescente divergenza rispetto alle altre banche centrali, in particolare alla Fed statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi e giapponesi, sostenendo il dollaro USA rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultraespansiva, unita ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, sta riducendo questo differenziale.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento rifugio. Ciò significa che, nei periodi di tensione sui mercati, gli investitori sono più propensi a destinare il proprio denaro alla valuta giapponese per la sua presunta affidabilità e stabilità. Le fasi di turbolenza tendono a rafforzare lo yen rispetto alle altre valute considerate investimenti più rischiosi.

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