
Antje Praefcke di Commerzbank osserva che il dollaro presenta un potenziale di rialzo limitato nei prossimi giorni, mentre i mercati attendono le riunioni della Federal Reserve e della BCE della prossima settimana. Un rialzo dei tassi della Fed a dicembre è già scontato dai mercati, ma Commerzbank non prevede ulteriori strette monetarie. Con un calendario statunitense che offre soltanto dati di secondo piano e i rischi in Medio Oriente che non forniscono nuovo sostegno, Praefcke si attende un cambio EUR/USD relativamente stabile e vede pochi motivi per un apprezzamento significativo del dollaro.

«Per ottobre, ossia la prossima settimana, in generale non ci si attende più un rialzo dei tassi da parte della Fed. È invece già scontato un rialzo a dicembre. Inoltre, il mercato ritiene ancora possibile un ulteriore aumento entro la metà del prossimo anno. I nostri esperti, tuttavia, non prevedono altri rialzi dopo dicembre. Se la prossima settimana la Fed dovesse mantenere invariati i tassi accompagnando la decisione con toni restrittivi, il dollaro potrebbe guadagnare terreno, almeno nel breve termine. Qualsiasi allontanamento da un orientamento restrittivo, che indurrebbe il mercato a rivedere al ribasso le proprie aspettative, soprattutto per il prossimo anno, metterebbe probabilmente il dollaro sotto pressione.»
«Questa settimana sono in calendario soltanto dati macroeconomici di secondo piano. Inoltre, la resilienza dell’economia statunitense è ormai ben nota e, a mio avviso, già scontata dai mercati. È quindi improbabile che il dollaro guadagni molto terreno, anche in presenza di dati solidi.»
«E il conflitto in Medio Oriente? Sì, il dollaro tende a rafforzarsi nelle fasi di maggiore avversione al rischio. Tuttavia, al momento dal Medio Oriente non arrivano nuovi impulsi che possano spingere al rialzo il dollaro nel suo ruolo di bene rifugio. A mio avviso, un allentamento del conflitto porterebbe invece probabilmente a una correzione significativa e duratura del dollaro, come abbiamo potuto osservare ieri in risposta a indiscrezioni non confermate su un accordo, quando il prezzo del petrolio e il dollaro statunitense hanno registrato un breve calo.»
«In sintesi, nel breve termine vedo pochi motivi per un apprezzamento significativo del dollaro.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)