L’oro scende sotto i 3.950 dollari con il rafforzamento del dollaro USA; focus sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

  • Il prezzo dell’oro scivola verso i 3.930 dollari nelle prime ore della sessione asiatica di mercoledì.
  • Il rafforzamento del dollaro USA e l’aumento dei rendimenti pesano sulle quotazioni dell’oro.
  • Nel terzo trimestre le banche centrali hanno acquistato oro al ritmo più sostenuto dalla fine del 2024, secondo il World Gold Council.

Il prezzo dell’oro (XAU/USD) scende verso i 3.930 dollari nelle prime ore della sessione asiatica di mercoledì, sotto la pressione di un dollaro statunitense (USD) più forte e di rendimenti dei Treasury in aumento. Gli operatori attendono l’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti per ricavare indicazioni sulla politica di bilancio.

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Il dollaro USA registra un lieve rialzo mentre i mercati valutano l’incertezza su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran e sull’esito delle elezioni di metà mandato; anche i rendimenti dei Treasury salgono leggermente. Questi fattori penalizzano il prezzo del metallo, denominato in dollari. I risultati delle elezioni statunitensi saranno seguiti con attenzione: sondaggi e analisti indipendenti indicano i Democratici come favoriti per strappare ai Repubblicani il controllo della Camera, mentre il controllo del Senato rimane incerto.

«Una vittoria dei Democratici in entrambe le camere potrebbe esercitare pressioni sul dollaro USA, rendendo più difficile per l’amministrazione approvare leggi, comprese le misure relative al tetto del debito. Un calo del dollaro potrebbe quindi offrire un certo sostegno all’oro», ha dichiarato Fawad Razaqzada, analista di mercato di forex.com.

Il rapporto del World Gold Council pubblicato martedì ha mostrato che nel terzo trimestre le banche centrali hanno acquistato oro al ritmo più sostenuto dalla fine del 2024, nonostante il metallo fosse sotto pressione per l’aumento dei prezzi del petrolio e dei tassi di interesse. Nei tre mesi fino a settembre, gli istituti hanno accumulato acquisti netti per 321 tonnellate. Tuttavia, il World Gold Council ha ridotto a 200 tonnellate la previsione di crescita degli investimenti in oro per quest’anno, dalle 400 tonnellate stimate in precedenza.

Il calo dell’oro è ritenuto eccessivo nonostante le aspettative di tassi USA più elevati

Gli analisti di Commerzbank sottolineano che il prezzo dell’oro «è sceso del 3,7% venerdì, a 3.870 dollari per oncia troy, il livello più basso da oltre un anno», registrando così «una consistente perdita mensile di quasi il 7% a ottobre, persino leggermente superiore a quella di settembre». Attribuiscono gran parte delle recenti pressioni al cambiamento delle aspettative di politica monetaria, osservando che «alla luce della solidità dell’economia statunitense e di un’inflazione ben al di sopra dell’obiettivo, un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre è altamente probabile». Commerzbank sostiene che «le aspettative di rialzo dei tassi hanno fatto salire i rendimenti obbligazionari e i tassi di interesse (reali), aumentando a loro volta il costo opportunità di detenere oro e, di conseguenza, riducendone l’attrattiva».

Tuttavia, la banca sottolinea che la dinamica dei tassi «può spiegare solo in misura limitata l’attuale calo del prezzo dell’oro», evidenziando che «dopo la riunione della Fed della scorsa settimana – durante la quale, come previsto, la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse – le aspettative sui tassi si sono ridimensionate e i rendimenti obbligazionari, sia nominali sia reali, sono successivamente diminuiti». In questo contesto, Commerzbank conclude: «Riteniamo che il calo del prezzo dell’oro sia eccessivo e ingiustificato. Gli argomenti a favore di un aumento delle quotazioni dell’oro restano validi».

Chart Analysis XAU/USD


Analisi tecnica: l’oro mantiene prospettive negative sotto la SMA a 100 giorni

Sul grafico giornaliero, XAU/USD prosegue la discesa al di sotto dei principali indicatori di tendenza e volatilità, mantenendo un orientamento ribassista nel breve termine. Le quotazioni a pronti rimangono sotto la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e la linea mediana delle bande di Bollinger, suggerendo che i rialzi restano contenuti all’interno di una fase correttiva più ampia. L’indice di forza relativa (RSI), a 36,09, si colloca appena sopra la zona di ipervenduto, segnalando pressioni ribassiste persistenti ma anche la possibilità di rimbalzi correttivi intermittenti, piuttosto che un chiaro minimo di esaurimento della discesa.

Al rialzo, una prima resistenza si trova in corrispondenza della banda mediana di Bollinger, vicino a 4.080 dollari, seguita dalla SMA a 100 giorni a 4.205 dollari, mentre un ostacolo più distante è rappresentato dalla banda superiore di Bollinger, intorno a 4.255 dollari. Al ribasso, il supporto immediato coincide con la banda inferiore di Bollinger a 3.900 dollari; una rottura decisa al di sotto di questa soglia aprirebbe nuovi spazi di discesa, mentre una tenuta al di sopra potrebbe favorire un consolidamento dell’oro all’interno dell’attuale struttura delle bande, prima di qualsiasi tentativo di mettere alla prova il gruppo di resistenze sovrastanti.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sull’oro

L’oro ha svolto un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità, essendo stato ampiamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Oggi, oltre che per la sua lucentezza e per l’impiego in gioielleria, il metallo prezioso è generalmente considerato un bene rifugio, ossia un buon investimento nei periodi di turbolenza. L’oro è inoltre ampiamente considerato una copertura contro l’inflazione e il deprezzamento delle valute, poiché non dipende da alcun emittente o governo specifico.

Le banche centrali sono i maggiori detentori di oro. Per sostenere le proprie valute nei periodi di turbolenza, tendono a diversificare le riserve e ad acquistare oro per rafforzare la percezione di solidità dell’economia e della moneta. Riserve auree elevate possono alimentare la fiducia nella solvibilità di un Paese. Secondo i dati del World Gold Council, nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto alle proprie riserve 1.136 tonnellate d’oro, per un valore di circa 70 miliardi di dollari. Si tratta del volume di acquisti annuo più elevato dall’inizio delle rilevazioni. Le banche centrali di economie emergenti come Cina, India e Turchia stanno aumentando rapidamente le proprie riserve auree.

L’oro presenta una correlazione inversa con il dollaro USA e i Treasury statunitensi, entrambi importanti attività di riserva e beni rifugio. Quando il dollaro si deprezza, l’oro tende a salire, consentendo a investitori e banche centrali di diversificare le proprie attività nei periodi di turbolenza. L’oro è inoltre inversamente correlato alle attività rischiose. Un rialzo del mercato azionario tende a indebolire il prezzo dell’oro, mentre le ondate di vendite sui mercati più rischiosi tendono a favorire il metallo prezioso.

Il prezzo può variare in risposta a un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire rapidamente le quotazioni dell’oro grazie al suo ruolo di bene rifugio. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’oro tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono, mentre un costo del denaro più elevato solitamente penalizza il metallo giallo. Tuttavia, la maggior parte dei movimenti dipende dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché l’oro è quotato in dollari (XAU/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’oro, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo.