La CEO di Bitget Gracy Chen sull’attacco informatico da 388 milioni di dollari, la fiducia degli utenti, l’IA e il futuro del trading

  • L’attacco informatico a Bitget ha causato perdite per 388 milioni di dollari a settembre, sollevando importanti interrogativi sulla sicurezza dei fondi degli utenti sugli exchange centralizzati.
  • Gracy Chen, CEO di BitGet, ritiene che la tecnologia sia un’arma a doppio taglio: favorisce i progressi nei sistemi di sicurezza e nello sviluppo dei prodotti, ma l’IA amplia anche le minacce.
  • La tokenizzazione degli asset del mondo reale rappresenta un’opportunità di crescita e il futuro del trading, in cui criptovalute e finanza tradizionale convergono senza confini.
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Secondo CertiK, soltanto nel 2026 il settore delle criptovalute ha subito perdite comprese tra circa 8,65 e 8,98 miliardi di dollari a causa di violazioni della sicurezza. Tra queste figurano l’attacco informatico all’exchange Bitget di settembre, da 388 milioni di dollari, e quello che la scorsa settimana ha sfruttato una vulnerabilità di Binance, causando perdite per circa 6,3 miliardi di dollari.

L’attacco a Bitget ha sollevato interrogativi fondamentali sulla sicurezza dei fondi degli utenti sugli exchange centralizzati di criptovalute (CEX), soprattutto alla luce dei progressi dell’intelligenza artificiale (IA).

La risposta di Bitget si è tuttavia distinta nel pieno della crisi. In un’intervista esclusiva a FXStreet, Gracy Chen, CEO di Bitget, offre un resoconto dettagliato degli eventi, delle lezioni apprese dal team e della sua visione più ampia su come migliorare la sicurezza, rafforzare la fiducia, utilizzare l’IA e affrontare l’evoluzione del panorama del trading.

L’attacco informatico a Bitget e le lezioni apprese

L’attacco informatico a Bitget è iniziato con piccoli trasferimenti non autorizzati, per poi intensificarsi con prelievi più consistenti su più blockchain. I sistemi di sicurezza di Bitget hanno rilevato le anomalie e bloccato i prelievi nel giro di pochi minuti. Le indagini interne hanno mostrato che gli aggressori avevano sfruttato una vulnerabilità in un prodotto di sicurezza di terze parti che attivava il processo di autorizzazione delle transazioni dell’exchange. Non sono stati compromessi né le chiavi private né i portafogli offline (cold wallet).

«Abbiamo fatto del nostro meglio e nel giro di poche ore abbiamo deciso di farci carico della perdita come azienda, anziché farla ricadere su uno qualsiasi dei nostri utenti», ha dichiarato Chen a FXStreet.

Da allora Bitget ha riorganizzato gli accessi ai sistemi sensibili, introdotto requisiti di approvazione su più livelli per le operazioni critiche, rafforzato il monitoraggio e rivisto in modo approfondito le modalità con cui l’azienda valuta e integra i prodotti di terze parti. Inoltre, l’exchange ha imposto ulteriori restrizioni alle risorse della propria rete a cui possono accedere i prodotti esterni.

Mentre Bitget lavorava senza sosta per contenere le conseguenze dell’incidente e ripristinare l’operatività, il team ha dato priorità alla trasparenza e alla comunicazione. I servizi di prelievo sono stati ripristinati entro tre giorni e Chen ha segnalato deflussi iniziali di Bitcoin (BTC) dovuti al panico. Il clima di fiducia è cambiato dopo la ripresa dei prelievi di Ethereum (ETH) e gli afflussi hanno iniziato a superare i deflussi.

Alla domanda se Bitget possa subire un’altra violazione della sicurezza, Chen ha sottolineato l’importanza di un miglioramento continuo al passo con i progressi tecnologici.

«Voglio che le persone sappiano che non posso promettere, e non credo che alcuna piattaforma di trading possa farlo, che non ci saranno attacchi informatici», ha affermato Chen, aggiungendo: «Ma ciò che possiamo promettere è che, se dovesse verificarsi qualcosa del genere, comunicheremo in modo trasparente e metteremo al primo posto gli interessi dei nostri utenti».

La tecnologia come arma a doppio taglio

Chen ha evidenziato la duplice natura della tecnologia, che consente progressi nel monitoraggio dei sistemi, nel rilevamento basato sull’IA e nei requisiti di approvazione su più livelli per le operazioni critiche: tutti strumenti che contribuiscono a proteggere i fondi degli utenti. Tuttavia, la stessa tecnologia può anche accelerare attacchi più sofisticati, compresi quelli legati all’IA.

Bitget ha integrato l’IA in molte delle proprie attività, tra cui ricerca, rilevamento dei segnali, esecuzione degli ordini, monitoraggio dei rischi e programmi di marketing. Chen ha però messo in guardia dall’eccessivo affidamento su questa tecnologia, aggiungendo che «l’IA, almeno oggi, serve a far funzionare meglio strategie valide, piuttosto che a fornire a chi non ha alcuna esperienza di trading una strategia garantita al 100%».

La tokenizzazione degli RWA e il futuro del trading

Al di là dell’attacco informatico, Chen ha delineato il futuro di Bitget e il suo orientamento a lungo termine, a partire dal lancio di Alliance, il programma aziendale di condivisione degli utili. Il programma consente all’exchange di condividere con gli utenti circa il 30% degli utili derivanti dal trading, nell’ambito degli sforzi per ricostruire la fiducia dopo l’incidente di sicurezza.

L’obiettivo a lungo termine di Bitget è trasformarsi in un exchange universale, riunendo forex, azioni e asset del mondo reale (RWA) su un’unica piattaforma, con le stablecoin come valuta di base. Pur riconoscendo le sfide normative nelle diverse giurisdizioni, Chen ha affermato che gli utenti sono sempre più interessati agli asset tradizionali offerti sulle piattaforme di scambio di criptovalute.

«Non è necessario essere i più grandi. Finché si ha un buon numero di utenti che utilizzano la piattaforma ogni giorno, l’attività è redditizia e sostenibile. Non è necessario superare tutti gli altri per restare competitivi», ha aggiunto Chen.

Nonostante i traguardi di crescita raggiunti nella tokenizzazione degli RWA, Chen ha sostenuto che molti aspetti devono ancora trovare una soluzione per consolidare la fase successiva, tra cui le difficoltà legate alla liquidità, soprattutto nei fine settimana. Inoltre, gli exchange di criptovalute sono ancora lontani dal garantire agli investitori in asset tokenizzati gli stessi diritti di cui godono quelli dei mercati tradizionali.

«Il settore si sta muovendo per risolvere questo problema, per attribuire diritti di voto o consentire ai nostri utenti di partecipare alle assemblee generali annuali degli azionisti, o iniziative simili», ha spiegato Chen.

Secondo la CEO, il futuro potrebbe essere diverso dalla realtà attuale, con confini sempre più sfumati tra criptovalute e finanza tradizionale. Gli investitori probabilmente inizieranno a concentrarsi su piattaforme che offrono un valore equo, operano nei fine settimana, applicano commissioni basse e hanno risolto il problema della liquidità.

«Penso che in futuro i confini non saranno più così netti», ha concluso Chen.